4 Gennaio 2020

Benzina, ritocchi al rialzo per Eni, Tamoil, Ip e Q8. Ma per il Codacons c’ è il rischio di nuovi rincari: «Pronti a iniziative legali»

Usa e Iran mostrano i muscoli e spaventano le Borse, alzando la volatilità sul mercato e mettendo tensione alle quotazioni di petrolio e scatenando la corsa ai beni rifugio. Lo yen si è rafforzato, l’ oro ha toccato il massimo in quattro mesi e il rendimento dei titoli di Stato a 10 anni segna il calo maggiore delle ultime tre settimane. È l’ impennata del prezzo del petrolio la prima conseguenza dell’ escalation militare tra Usa e Iran innescata dall’ uccisione del generale Qassem Soleimani, vicinissimo all’ ayatollah Ali Khamenei. Il Wti aumenta, infatti, di 1,70 dollari e si porta a quota 62,82, mentre il Brent registra un incremento di 1,93 dollari a s’ innalza a 68,18 dollari a barile. Da Baghdad il portavoce del ministero del Petrolio ostenta tranquillità. E in una nota conferma che la «situazione nei giacimenti petroliferi è normale» e che «le ope razioni di produzione non hanno subito condizionamenti». Nel frattempo si erano già registrati aumenti dei prezzi consigliati per Eni sul Gpl (+2 cent), Tamoil sul diesel (+1 cent) e il Gpl (+2 cent) e IP, Italiana Petroli e Q8 su tutti e tre i prodotti (+1 cent). Lo riferisce il Quotidiano Energia. A preoccupare ora sono le ripercussioni economico -finanziarie dell’ aumento del petrolio. Sul punto, il Coda cons ha già fatto rullare i tamburi di guerra contro un «nuovo caro -benzina». L’ associazione dei consumatori è pronta a ricorrere anche ad iniziative legali se i prezzi si infiammeranno. Per il momento, l’ attività del Codacons si limita al monitoraggio dei listini prezzi dei carburanti. «In caso di aumenti eccessivi – avverte il presidente Carlo Rienzi -, siamo pronti a far partire denunce con l’ accusa di aggiotaggio a carico dei petrolieri».

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