Benzina, rincari no-stop
La verde supera 1,35 euro I rialzi sono iniziati col ponte del 25 aprile e non si sono fermati
Roma. Rincari no-stop per il prezzo della benzina che sale ancora, seguendo quasi pedissequamente le quotazioni del petrolio. La benzina verde è arrivata a superare, in alcuni distributori, 1,35 euro al litro e le sorprese, non certo favorevoli, per gli automobilisti arrivano anche dal gasolio. Il diesel, che, probabilmente proprio per i costi più contenuti, caratterizza ormai circa la metà del parco circolante, ha scavalcato infatti 1,16 euro al litro. I rialzi sono iniziati alla fine di aprile, in coincidenza con i ponti del 25 aprile e del primo maggio, e sono continuati ininterrottamente per quasi tutti i marchi. Così, anche i week end al mare di inizio stagione cominciano a prospettarsi come un po` più cari del previsto. Nel dettaglio, secondo il consueto monitoraggio del ministero (che da qualche tempo non riporta però i dati relativi ai prezzi consigliati dalla Q8), i listini più cari sono quelli della Shell, dell`Api e dell`Ipi: la verde è arrivata a quota 1,354 euro. La Shell ha il primato anche per il gasolio è salito a 1,164 euro al litro. Più contenuti i prezzi consigliati dalle altre compagnie: Total è a 1,349 euro per la verde e a 1,155 per il diesel, segue Esso a 1,348 euro al litro per la benzina e ancora 1,155 per il gasolio. La Erg è a 1,332 euro per la verde, mentre solo Agip resta sotto questa soglia, a 1,328 al litro. La compagnia dell`Eni è la più economica anche per il diesel, fermo a 1,148 euro al litro, lo stesso livello che si paga anche nei distributori Api e Ip. Gli aumenti che si fanno sentire sulle tasche degli automobilisti fanno seguito ai rincari del prezzo del petrolio che a New York sfiora i 65 dollari al barile, ma che in Europa è salito molto di più. Spinto dai timori di una diminuzione delle scorte americane, dato fondamentale per il mercato, il Brent, il greggio del mare del Nord preso come riferimento nel vecchio continente, è arrivato infatti quasi alla soglia psicologica dei 70 dollari, il livello più alto dal settembre 2006. Intanto l`Italia rischia di rimanere a secco di benzina nella prima settimana di giugno: i benzinai hanno proclamato 3 giorni di sciopero con i distributori chiusi dal 6 all`8 giugno per protestare contro il ddl Bersani ed in particolare contro una serie di norme contenute nel pacchetto liberalizzazioni all`esame del Parlamento. Sullo sciopero, però, scendono i campo i consumatori parlando di “serrata assurda“, come spiega il Codacons e di iniziativa che rischia di tradursi – come sottolineano Federconsumatori e Adusbef – in un “assist“ per l`industria petrolifera. “A pagare le spese della protesta saranno come sempre gli utenti, presi ad ostaggio dalle varie categorie che si oppongono al Decreto Bersani e non vogliono un incremento della concorrenza“, spiega in una nota il Codacons.
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