Benzina: rincari del 20,9% in un anno, record dall’83
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fonte:
- Il Mattino
Alessandra Chello Due sentenze nere. Per una sola conferma: la crisi ha messo con le spalle al muro le famiglie italiane. La prima bordata è della benzina: +20,9% su base annua. Il record dei record: mai così cara dal 1983. La seconda viene dal carrello della spesa: +4,7%, il tasso di crescita tendenziale. Uno così non si era mai visto prima del 2008. Della serie: dimentichiamoci la ripresa. Il termometro del caro-vita ad aprile racconta che l’ inflazione resta stabile al 3,3%. Come a marzo e febbraio. Ma la lista degli acquisti quotidiani registra, invece un rincaro davvero preoccupante. A rendere più salata la spesa di tutti i giorni sono dunque proprio i prezzi dei carburanti, in particolare della benzina. Ma è tutto il settore dell’ energia a tenere alta la testa. In dodici mesi il diesel cresce del 20,5% e non sono da meno le tariffe: ad aprile segnano rialzi rilevanti, sia per il gas che la luce, trainate dalla prima tranche di incrementi decisi dall’ Autorità per il settore. Un altro comparto che mostra prezzi surriscaldati è quello degli alcolici e dei tabacchi, con le sigarette che in un anno salgono del 9,3%. Aprile sconta anche un caro vacanze dovuto alle ferie pasquali, che interessa alberghi e in parte anche il trasporto, dai biglietti aerei (+8,8% in un solo mese) ai traghetti (+11,8%). Per gli alimentari, invece, l’ Istat registra una sostanziale crescita zero su marzo (-0,1%) e un rialzo annuo del 2,4%. Tra i prodotti che rincarano a doppia cifra c’ è ancora il caffè, mentre tra quelli con prezzi in discesa, compare la frutta fresca. A livello territoriale, si notano forti differenze: tra le principali città italiane: Venezia (+4,1% su base annua) risulta il capoluogo di regione dove i listini sono più caldi, mentre gli aumenti più moderati sono a Firenze (+2,7%). Tornando al tasso d’ inflazione, se si guarda all’ indice armonizzato dei prezzi al consumo per i Paesi dell’ Ue ad aprile il rialzo è del 3,7%. Un valore su cui pesano, rileva l’ Istat, le tasse indirette con un impatto potenziale non trascurabile. La ricaduta massima teorica, della variazione di Iva e accise sui prezzi in caso di totale e immediata traslazione delle imposte sui listini, negli ultimi 12 mesi, è pari, infatti, a un punto percentuale. I consumatori commentano con preoccupazione i dati Istat: Federconsumatori e Adusbef calcolano una stangata annua per famiglia, includendo solo prezzi e tariffe, di oltre 1.334 euro annui; secondo il Codacons il rincaro segnato dal gruppo dei prodotti acquistati con maggiore frequenza porterà a un aggravio di 686 per un nucleo di quattro persone. Tra le associazioni degli agricoltori la Coldiretti sottolinea come «la continua rincorsa dei prezzi, spinta dal caro carburanti, svuoti il carrello della spesa, che mostra un calo del 2% negli acquisti dei prodotti alimentari». «Quello che traina l’ inflazione e che impatta sui bilanci familiari sono i costi energetici che hanno raggiunto livelli preoccupanti» dice Giovanni Cobolli Gigli, presidente di Federdistribuzione. L’ aumento dei prezzi degli alimentari e delle bevande analcoliche infatti è limitato in aprile al +2,4%, in calo rispetto al +2,5% di marzo». © RIPRODUZIONE RISERVATA.
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