Benzina, rialzi da 488 euro l’ anno
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fonte:
- Avvenire
R affica di rincari sul prezzo della benzina, per la stangata in due tempi decisa dal governo con gli interventi sulle accise. Martedì il primo aumento, il più consistente: 4 centesimi al litro (che diventano 4,8 con l’ Iva), destinati a «fronteggiare lo stato di emergenza umanitaria determinato dall’ eccezionale afflusso di cittadini dai Paesi del Nordafrica». Domani, il primo luglio, scatterà la fase due: altri 0,2 centesimi in più al litro (al netto dell’ Iva) per sostenere il Fondo unico per lo spettacolo. Si tratta del secondo scaglione dei rincari per la benzina destinati alla cultura: già il 6 aprile scorso le accise sui carburanti erano state ritoccate al rialzo di 0,73 centesimi, (0,9% con l’ Iva). Il tutto porterà, con l’ inizio di luglio, a un rincaro complessivo di quasi sei centesimi al litro, in grado di cancellare gli effetti benefici delle recenti diminuzioni del prezzo del petrolio. Aumenti che non arrivano come fulmini a ciel sereno, visto che entrambi sono stati decisi con il decreto milleproroghe, varato a fine marzo. In particolare, il governo aveva deciso di recuperare con le accise i 149 milioni destinati al Fus, in seguito al naufragio della proposta precedente, l’ aumento di un euro del biglietto d’ ingresso al cinema. Nonostante fossero attesi, però, gli ennesimi rincari hanno scatenato malcontento a più livelli. A cominciare da chi la benzina la vende. «Si tratta di una notizia negativa per gli automobilisti, ma per i gestori è una vera e propria stangata», esordisce Luca Squeri, presidente della Figisc (Federazione italiana gestori impianti stradali carburante). «I costi di gestione cresceranno di migliaia di euro all’ anno; sia per l’ aumento degli oneri finanziari, sia per il costo più alto della moneta elettronica – chiarisce Squeri. Quando il cliente paga con la carta di credito, noi gestori dobbiamo corrispondere alle banche una commissione dell’ 1%; con il rincaro del prezzo al litro lievita in proporzione anche la commissione, e per un impianto che tratta 2-3 milioni di litri all’ anno l’ onere è considerevole». Evidenti anche i riflessi sui consumi: «E’ una brutta notizia che peggiora una situa- zione già negativa: quanto più sale il prezzo dei carburanti, maggiore è la contrazione », spiega il presidente della Figisc. Che non discute sulle finalità degli aumenti, ma sul metodo: «L’ esperienza ci insegna che, una volta introdotto, l’ aumento dell’ accisa rimane: ricordiamo tutti i balzelli per la guerra d’ Abissinia», riflette Squeri. Durissime anche le prese di posizione dei consumatori. Il Codacons parla di «scelta sciagurata», Adusbef e Federconsumatori calcolano un aumento di 488 euro all’ anno.«Da sempre lottiamo per abbattere le accise spiega il presidente di Adiconsum Pietro Giordano – anche con la campagna ‘ Libera la benzina’ , promossa insieme a Cisl, Fegica Cisl e Confesercenti. Invece si continua ad aumentarle, con costi enormi per i consumatori. ». E non aiuterebbe l’ introduzione, ipotizzata nella manovra, di un aumento dell’ 1% dell’ Iva: «Noi siamo contrari », spiega Giordano, secondo cui bisogna aumentare la tassazione su rendite e transazioni finanziarie e sui beni di lusso. L’ idea non piace nemmeno al presidente della Figisc :« L’ aumento porterebbe ad un rincaro ulteriore di 1 centesimo e mezzo al litro, innescando un vortice negativo». Da aprile a luglio quasi 6 centesimi in più al litro. La Figisc: è una vera e propria stangata. I consumatori: scelta sciagurata E si teme l’ aumento Iva.
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