Benzina, record storico a 1,613 euro. La protesta dei Consumatori
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fonte:
- Help Consumatori
Quella dei prezzi dei carburanti si può definire ormai una corsa interminabile e senza controllo. Come conseguenza del silenzioso aumento delle accise, deciso dal Governo, che è scattato venerdì scorso, c’è stato un weekend di rialzi: Q8 ha aumentato di 0,5 centesimi i prezzi raccomandati di benzina e diesel. E la giornata di oggi si è aperta con altri aumenti: TotalErg con +1,1 centesimi sulla verde e +0,6 centesimi sul gasolio.
E il nuovo record per la benzina raggiunge quota 1,613 euro ed è stabilito dai distributori Esso. Quotidianoenergia.it scrive: "L’abbondanza dei margini lordi delle compagnie (da non confondere con i profitti in quanto comprensivi anche dei costi di filiera, tra cui la remunerazione del gestore, i costi distribuzione e la commercializzazione), ormai da oltre un mese al di sopra della media dei 3 anni precedenti, non sembra arrestare la corsa al rialzo dei prezzi raccomandati sulla rete carburanti italiana".
La media italiana per la benzina (in modalità servito) va dall’1,581 euro/litro degli impianti Eni all’1,591 euro/litro dei punti vendita Q8 (no-logo a 1,499). Per il diesel si passa dall’1,459 euro/litro dei punti vendita Eni all’1,476 euro/litro degli impianti Shell (no-logo a 1,374 euro/litro). Il Gpl si posiziona tra lo 0,738 euro/litro dei punti vendita Eni allo 0,757 degli impianti IP (a 0,728 euro/litro le no-logo).
Questo nuovo record storico, secondo i dati dell’Adoc, proietta l’Italia tra i Paesi più cari d’Europa, preceduta di poco solo da Grecia, Danimarca e Olanda. "L’introduzione delle nuove accise di 6 centesimi è un colpo gravissimo alle tasche degli italiani – dichiara Carlo Pileri, Presidente dell’Adoc – che da oggi a fine anno subiranno un aggravio complessivo di circa 54 euro solo per i costi dei pieni. Nei primi 6 mesi del 2011 la benzina è costata in media 1,52 euro al litro, in un solo giorno si è registrato un aumento del 5,9%. E il nuovo record storico mette l’Italia ai primissimi posti tra i Paesi europei più cari, preceduta solo da Grecia, Danimarca e Olanda".
"Da noi – continua Pileri – la benzina costa in media l’8,7% in più della media europea, attestata a 1,48 euro al litro. Spendiamo il 28% in più della Slovenia, il 18% in più che in Svizzera, il 22% in più della Spagna. Anche in Francia, Germania e Gran Bretagna si spende di meno. Unica ancora di salvataggio degli automobilisti italiani sono le pompe bianche, dove si può risparmiare in media l’8%, circa 6 euro in meno. Invece di diminuire il costo della benzina, come promesso alle riunioni presso il Ministero, è stata adottata una scelta inflattiva in contrasto con le dichiarazioni del Governo e le richieste dei cittadini."
Fin dall’inizio il Codacons aveva temuto che gli aumenti delle accise decisi dal Governo non solo fossero subito trasferiti sui consumatori finali, determinando una stangata da 60 euro ad autovettura, ma venissero fatti pagare con gli interessi, determinando ulteriori speculazioni sui prezzi finali. E’ quello che, purtroppo, sta già accadendo oggi per alcuni distributori, che rispetto ai prezzi praticati alla fine di giugno, ossia prima che scattassero i rialzi delle accise, sono già saliti di 7 centesimi di euro al litro, determinando una stangata, per i loro clienti, pari ad 84 euro ad autovettura.
"Il Governo deve ritirare subito i provvedimenti con cui ha aumentato le accise – afferma il Presidente Carlo Rienzi – in caso contrario porteremo migliaia di automobili sotto Palazzo Chigi, e faremo sentire la voce degli automobilisti infuriati. I proprietari di auto, infatti, sono letteralmente perseguitati dal Governo non solo per via dell’aumento delle accise, ma anche per le misure sul federalismo fiscale che determinano una aliquota aggiuntiva del 3,5% sull’importo netto del premio assicurativo e l’aumento dell’ Imposta provinciale di trascrizione per finanziare le inutili Province".
E da Federconsumatori e Adusbef giunge un forte messaggio al Governo: "Siamo nettamente contrari ad ogni tipo di intervento da parte del Governo nel campo dei carburanti. Per carità, ha già fatto troppi danni – dichiarano Rosario Trefiletti ed Elio Lannutti, Presidenti di Federconsumatori e Adusbef ricordando il tavolo di confronto, aperto dal Governo con le Associazioni dei consumatori, che non ha portato a nulla di concreto.
"Come se non bastassero i continui e repentini rincari del carburante dovuti alla corsa del petrolio, il Governo ha deciso di aumentare di 2 centesimi l’accisa sulla benzina. Non contento, e tra l’altro nel più totale silenzio, ha poi aumentato di soppiatto di altri 4 centesimi l’accisa sulla benzina. Alla lista di danni si aggiunge il mancato intervento per favorire un processo di modernizzazione della rete, né per mettere in campo i provvedimenti concordati con l’intera filiera petrolifera, quali ad esempio la Commissione Istituzionale sulla doppia velocità e l’eliminazione dei millesimi per favorire la comparazione tra i prezzi della benzina. Proprio alla luce della totale inerzia del Governo sul fronte della modernizzazione della rete – ricordano Trefiletti e Lannutti – stiamo portando avanti un disegno di legge insieme alle associazioni professionali di settore, operazione che può portare a risparmi di 9-10 centesimi al litro. L’unico fatto concreto che si è realizzato finora, quindi, sono i rincari subiti dagli automobilisti che, rispetto allo scorso anno, ammontano complessivamente a 488 euro tra costi diretti ed indiretti (per la precisione +288 euro annui per i soli costi diretti e +200 euro annui per i costi indiretti). Davvero un bel colpo. Ci auguriamo non ce ne siano altri in vista tra i geniali piani del Governo. Per protestare contro tali scelte e contro quello che abbiamo definito "uno scippo con destrezza", stiamo organizzando una manifestazione protesta davanti a Montecitorio".
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