Benzina record per l’effetto Iva al Sud la verde costa 1,7 euro
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fonte:
- Il Messaggero
ROMA – Un prezzo altissimo, circa il 12% più caro della media europea. La benzina in Italia sta toccando quote mai viste: ieri la verde in alcuni impianti del Sud è arrivata a 1,7 euro al litro. Il prezzo medio per alcuni gestori si è attestato a 1,646 euro al litro, in ogni caso un record. E’ l’ effetto Iva rincarata, dicono le compagnie petrolifere. E da ieri anche per i fumatori c’ è stata la brutta sorpresa: un pacchetto di sigarette costa tra i 15 e i 20 centesimi in più. Anche in questo caso si tratta dell’ effetto Iva rincarata. Solo un anticipo dei nuovi aumenti in arrivo: la manovra di luglio prevede infatti che tra giochi e sigarette lo Stato incassi entro il 31 dicembre 2012 altri 1,5 miliardi. La speranza a questo punto è che l’ effetto combinato crisi-rincari, almeno convinca una fetta di fumatori italiani a ridurre il numero di sigarette giornaliere. Gli aumenti della benzina invece non peseranno solo nelle tasche degli automobilisti, ma anche in quelle di tutti gli italiani, visto che i rincari incideranno sui costi di trasporto delle merci e quindi in definitiva sulla stragrande maggioranza dei prodotti. Provocando un effetto valanga che costerà cara agli italiani: 471 euro l’ anno in media, hanno calcolato le associazioni dei consumatori, di cui circa 50 euro sarà nella busta della spesa al supermercato, anche se la maggioranza degli alimentari non sono direttamente toccati dall’ aumento dell’ Iva. «L’ 86% delle merci viaggia su gomma. L’ effetto valanga è reale. Basti pensare che un pasto medio percorre circa duemila chilometri prima di giungere in tavola» osserva molto preoccupata Coldiretti in una nota. Non solo: tutti questi rincari avranno sicuramente effetti sull’ inflazione erodendo ancor di più il potere d’ acquisto degli italiani: 0,85 punti in più, calcolano sempre i consumatori (Adusbef e Federconsumatori), che in soldoni si traducono in «un’ ulteriore perdita di 255 euro l’ anno». In realtà la settimana scorsa il presidente dell’ Unione petrolifera Pasquale De Vita, durante un’ audizione alla commissione Prezzi del Senato, lo aveva detto: l’ aumento dell’ aliquota Iva dal 20 al 21% previsto nella manovra comporterà un incremento del prezzo della benzina alla pompa di circa 1,2-1,3 centesimi al litro. Ha sbagliato di poco: l’ aumento è stato di 1,4 centesimi al litro. E purtroppo si è aggiunto ai precedenti rincari che le compagnie autonomamente avevano già fatto scattare in questa calda estate. Appena qualche giorno fa l’ Istat lo ha certificato: ad agosto la benzina è aumentata su base annua del 16,1% (dal 13,5% di luglio) e dell’ 1,2% su base mensile. Il gasolio ha avuto un balzo addirittura del 20,3% (1,4% su base mensile): il rialzo più alto dall’ agosto del 2008. Ed ecco come si è arrivati al costo record che ci allontana sempre di più dai prezzi dei carburanti pagati dagli altri cittadini europei. «In Svizzera si spende il 7,8% in meno, in Francia il 5,1% in meno, in Austria la differenza è dell’ 8,6% e in Slovenia la verde costa il 26% in meno» denuncia l’ Adoc, altra associazione dei consumatori. Insomma è allarme rincari. E non manca chi già teme che qualche commerciante "furbetto", approfitti della situazione aumentando ingiustificatamente i listini. Un po’ quello che accadde con il passaggio dalla lira all’ euro. Per questo motivo il Codacons ha preparato un esposto a tutti comandi provinciali della Guardia di Finanza chiedendo di intensificare i controlli sui rincari dei listini degli ultimi giorni. RIPRODUZIONE RISERVATA.
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