5 Luglio 2011

Benzina, è record in vista dell’ esodo Supera gli 1,6 euro

■ Caro carburante, benvenuto. Dopo la stangata di luce e gas è aumentata anche la benzina e, proprio quando molti italiani si preparano ad andare in vacanza con la propria auto, rincarano traghetti e collegamenti con le isole. La colpa è da imputare soprattutto all’ aumento delle accise su benzina e diesel decise dal governo, che prevedono un +0,19 centesimi al litro per finanziare il Fus, cinema e attività culturali e +4 centesimi al litro per risolvere l’ emergenza immigrazione. Ieri i carburanti hanno raggiunto il massimo storico, ossia 1,613 euro al litro per la benzina e 1,49 euro per il gasolio. I primi "costretti" ad allineare le tariffe sono stati Ip (+0,6 cent sulla benzina, +1,3 cent sul diesel), Q8 (+0,5 cent su entrambi i prodotti), Tamoil (+0,3 cent su benzina e diesel) e TotalErg (+1 cent sulla verde, +0,3 cent sul diesel). Come si può immaginare, presto arriveranno gli adeguamenti dei no logo, anche se per ora si può ancora contare sulle cosiddette pompe bianche, quelle cioè senza logo, nelle quali il pieno costa mediamente 6 euro in meno (8% circa) rispetto ai grandi distributori. Così facendo l’ Italia si aggiudica un bel primato e sale di diritto sul podio dei Paesi europei con i carburanti più cari, preceduta solo da Grecia, Danimarca e Olanda. «Da noi la benzina costa in media l’ 8,7% in più della media europea, attestata a 1,48 euro al litro», si legge in una nota di Carlo Pileri, presidente dell’ Adoc, Associazione per la difesa e l’ orientamento dei consumatori, «Spendiamo il 28% in più della Slovenia, il 18% in più che in Svizzera, il 22% in più della Spagna. Anche in Francia, Germania e Gran Bretagna si spende di meno». «Il governo», afferma invece il presidente Codacons, Carlo Rienzi, «deve ritirare subito i provvedimenti con cui ha aumentato le accise. In caso contrario, porteremo migliaia di automobili sotto Palazzo Chigi e faremo sentire la voce degli automobilisti infuriati. I proprietari di auto, infatti, sono letteralmente perseguitati dal governo non solo per via dell’ aumento delle accise, ma anche per le misure sul federalismo fiscale che determinano una aliquota aggiuntiva del 3,5% sull’ importo netto del premio assicurativo e l’ aumento dell’ imposta provinciale di trascrizione per finanziare le inutili Province». Insomma, le associazioni dei consumatori sono a ben ragione sul piede di guerra. E infatti anche Rosario Trefiletti ed Elio Lannutti, presidenti di Federconsumatori e Adusbef in una nota congiunta dichiarano: «Alla lista di danni si aggiunge il mancato intervento per favorire un processo di modernizzazione della rete né per mettere in campo i provvedimenti concordati con l’ intera filiera petrolifera, quali ad esempio la commissione istituzionale sulla doppia velocità e l’ eliminazione dei millesimi per favorire la comparazione tra i prezzi della benzina. Proprio alla luce della totale inerzia del Governo sul fronte della modernizzazione della rete, stiamo portando avanti un disegno di legge insieme alle associazioni professionali di settore, operazione che può portare a risparmi di 9-10 centesimi al litro». Dall’ anno scorso a oggi, gli automobilisti hanno subito aumenti sulla spesa per 488 euro tra costi diretti ed indiretti (288 euro annui per i costi diretti e 200 euro annui per i costi indiretti) e Federconsumatori e Adusbef non ci stanno, infatti, minacciano presto di organizzare una manifestazione di protesta a Montecitorio proprio contro questo «scippo con destrezza».
 
 

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