7 Marzo 2011

Benzina record in Italia, superati i massimi del 2008

Brent e Wti in rialzo, consumatori sul piede di guerra. Per Up debolezza euro pesa per 6,7 centesimi al litro.
 

Roma, 7 mar (Il Velino) – Si infiammano i prezzi dei carburanti italiani, con la benzina che segna un nuovo record scavalcando il massimo raggiunto il 15 luglio del 2008 quando i prezzi italiani raggiunsero il picco 1,565 euro al litro.
Secondo i dati di quotidianoenergia.it il traguardo è stato raggiunto nel week end: Eni è tornata ad aumentare di 1 centesimo sia la benzina sia il diesel, Esso di 1,5 centesimi entrambi i prodotti, IP di 0,5 centesimi il solo gasolio, seguita questa mattina da Tamoil che è salita di 1 centesimo su benzina e diesel.
A livello Paese, oggi la media dei prezzi praticati della benzina (in modalità servito) va dall’ 1,555 euro/litro degli impianti Tamoil all’ 1,567 di Eni (no-logo a 1,479 euro/litro).
Per il diesel si passa dall’ 1,445 euro/litro delle stazioni di servizio Tamoil all’ 1,461 rilevato negli impianti Q8 (le no-logo a 1,393).
Nel Mezzogiorno la benzina raggiunge punte massime di 1,598 euro/litro e il diesel di 1,482 euro/litro.
Situazione diversa al Nord-Est dove, nel caso della verde, le compagnie si mantengono poco oltre 1,55 euro/litro con punte minime di 1,52 euro/litro.
Anche l’ analisi di Staffetta Quotidiana mostra un prezzo della verde con Esso a 1,568 euro/litro seguita da Eni (1,561), Shell (1,562) e TotalErg (1,560), con una media che oscilla tra un minino di 1,548 e un massimo di 1,568 euro/litro.
Mentre il gasolio va dai 1,462 euro/litro di quest’ ultima ai 1,444 di Q8.
Gli aumenti sono dettati in particolare dal rialzo dei prezzi del petrolio: il Brent è ormai sui 118 dollari al barile, mentre il greggio Wti sul mercato di New York cammina stabilmente intorno ai 106 dollari, complice anche il calo del dollari sui mercati dei cambi.
Anche il petrolio dei paesi Opec (che considera la media-prezzo di 12 greggi) ha ormai raggiunto i 111,42 dollari al barile.
Secondo Unione petrolifera "è vero che oggi in termini nominali i prezzi dei carburanti sono tornati sui livelli del 2008 anche se i prezzi del greggio e dei prodotti raffinati risultano inferiori, ma solo per il deprezzamento dell’ euro rispetto al dollaro che nel 2008 era intorno a 1,59 rispetto agli 1,39 odierni (-12,6 per cento)".
Up spiega infatti che "tale debolezza dell’ euro pesa sui prezzi odierni per 6,7 centesimi euro/litro in più rispetto ai picchi di luglio 2008 e pertanto il confronto con allora non può prescindere da questa considerazione".
Sul piede di guerra i consumatori.
Per Adoc senza un freno agli aumenti si rischia di vedere la verde a 1,70 euro/litro entro due mesi.
"Il caro carburante potrebbe costare in media alle famiglie italiane 1.200 euro su base annua.
Per calmierare i prezzi dei prodotti petroliferi – dice il presidente Carlo Pileri – che incidono non solo sul prezzo del pieno ma anche e soprattutto su tutti i prodotti ad essi connessi, sia per gli aumenti dei costi di produzione sia per i costi di trasporto, l’ Adoc da tempo ha chiesto al Governo di intervenire per ridurre l’ accisa e per congelare l’ Iva.
Per Casper – Comitato contro le speculazioni e per il risparmio, di cui fanno parte le associazioni Adoc, Codacons , Movimento difesa del cittadino e Unione Nazionale Consumatori, "si profila una nuova stangata a danno dei consumatori italiani".
I prezzi record della benzina, infatti, unitamente all’ impennata dell’ inflazione, determineranno una maggiore spesa a famiglia per complessivi 1.205 euro su base annua: 915 euro solo per gli effetti inflattivi, 300 euro addebitabili al caro-benzina.
Per questo Casper chiede al Governo di considerare prioritaria la lotta all’ inflazione e di intervenire immediatamente per frenare sul nascere qualunque tentativo di rialzo ingiustificato dei prezzi e salvaguardare i bilanci delle famiglie.
In particolare è indispensabile bloccare le tariffe energetiche per tutto il 2011, disporre un taglio delle accise sulla benzina non inferiore a 5 centesimi di euro al litro, e introdurre un meccanismo di sterilizzazione degli aumenti dei prezzi dei carburanti.

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