21 Febbraio 2012

Benzina record: in alcune zone oltre quota 1,9 euro

Benzina record: in alcune zone oltre quota 1,9 euro

LUIGINA VENTURELLI Quando un litro di benzina arriva a costare quanto un chilo di lattuga e addirittura il doppio di un litro di latte, non c’ è politica di sviluppo economico che tenga: la «spirale perversa inflazione-recessione» che rischia d’ innescare in un Paese come il nostro, dove l’ 88% dei trasporti commerciali avviene su gomma, potrebbe essere ben difficile da contenere. Non a caso ieri, all’ ennesimo rialzo record dei prezzi della benzina – che in alcune aree del centro Italia ha sfondato quota 1,90 euro – l’ allarme è stato lanciato con voce univoca da consumatori, sindacati e associazioni imprenditoriali. Secondoil monitoraggio di Staffetta Quotidiana, la verde è balzata nei distributori della Shell a 1,811 euro al litro, ennesimo record storico, mentre in quelli della Eni ci sono stati aumenti di 0,8 centesimi sulla benzina e 0,6 sul diesel, alla Esso di 0,6 e 0,2, alla Q8 di un centesimo e alla Total Erg di 0,5 centesimi. A spingere in alto i listini dei distributori sono i prezzi internazionali dei carburanti che – a causa delle turbolenze che hanno scosso i mercati da che l’ Iran ha deciso di sospendere dell’ accisaquando ilcosto delpetrolio aumenta. Ad oggi il salasso dei carburanti comporterà, solo in termini diretti, ricadute annue di 420 euro per la benzina e di 480 euro per il gasolio, «compromettendo ulteriormente la capacità d’ acquisto delle famiglie». Su toni molto simili anche le altre organizzazioni diutenti.Il Codacons chiede al ministro Corrado Passera di «convocare immediatamente, ad un unico tavolo di confronto, le associazioni di rappresentanza delle compagnie petrolifere, quelle dei gestori degli impianti e le associazionidi consumatori per stabilire regole ben più efficaci di quelle attualmente previste nel decreto sulle liberalizzazioni». Mentre per l’ Adoc l’ Italia è diventato il Paese più caro d’ Europa in cui fare benzina, visto che «per un pieno si spende in media il 12% in più che nel resto d’ Europa». Ma l’ Unione Petrolifera Italiana precisa: «La differenza sui prezzi alla produzione rispetto agli altri paesi europei è di 2-2,5 centesimi. Il resto è dato dalla componente fiscale del prezzo, che solo nel 2011 è aumentata di 20 centesimi al litro per la verde e 23 centesimi per il gasolio».?
 

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