20 Luglio 2005

Benzina record, consumatori sul piede di guerra

Benzina record, consumatori sul piede di guerra

Dopo gli ultimi rincari le associazioni ricorrono alle Procure e chiedono al Governo interventi di defiscalizzazione






Il prezzo della benzina ha raggiunto livelli «assurdi» ed è ormai «davvero inaccettabile». Lo afferma il Codacons, dopo gli ultimi rincari che hanno portato la verde a 1,275 euro al litro, rinnovando la richiesta a 102 Procure della Repubblica di indagare «su ciò che avviene nel settore dei carburanti in Italia, in particolare se vi siano o meno fenomeni speculativi, come l?aggiotaggio, da parte dei petrolieri». Per l?associazione, infatti, «troppo spesso si verifica lo strano fenomeno per cui, alla vigilia degli esodi, i prezzi della benzina alla pompa si infiammano, proprio quando gli automobilisti aumentano la domanda di carburante». «Dobbiamo ricordare che il caro petrolio costa alle famiglie italiane oltre 400 euro all?anno per la benzina e 135 euro all?anno per il riscaldamento». A fare i conti in tasca ai consumatori italiani sono Adusbef, Adoc e Federconsumatori, sottolineando che «proprio in questi giorni si sta verificando, con maggiore gravità il fatto che il prezzo del petrolio tende a diminuire e che non solo quello della benzina non scende con altrettanta velocità, ma addirittura aumenta». «Ancora una volta, se ce ne fosse bisogno si dimostra a proposito del prezzo dei carburanti come sia in vigore una delle questioni più aberranti che si chiama doppia velocità nella fissazione del prezzo alle colonnine di rifornimento», spiegano le associazioni. I consumatori si chiedono così «quando il Governo inizierà concretamente a vigilare su questo stranissimo fenomeno? Forse mai ed è comprensibile», aggiungono spiegando che «se da un lato i petrolieri speculano su questa doppia velocità, spuntando per ogni centesimo in più di costo del carburante 29 milioni di euro al mese, lo stesso Governo per via del sistema di tassazione vigente specula altrettanto sull?aumento dei carburanti». «A pagare per tutto ciò tra accise ed Iva aumentate di 6 centesimi dal 2001 e di introiti per 4 miliardi di euro per maggiori tasse sono come al solito i cittadini italiani che – conclude la nota – avrebbero tutto il diritto di pagare di meno sia il pieno dei carburanti e sia per le negative ricadute che questi aumenti hanno sul tasso di inflazione generale». E proprio metre la benzina tocca il massimo, il petrolio va in altalena: prima frena la sua corsa e scende sotto i 57 dollari al barile al mercato di New York; poi in serata riprende a salire in vista del calo delle scorte Usa che il governo americano dovrebbe annunciare oggi. Quotazioni in calo, infine, anche al mercato di Londra, dove il Brent è sceso a 56,91 dollari al barile.

Previous Next
Close
Test Caption
Test Description goes like this