Benzina record a 1,61 euro prezzi al top in Europa
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fonte:
- Il Messaggero
ROMA Nuovo record per il prezzo della benzina. Secondo la rilevazione della Staffetta Quotidiana Esso e Q8 tirano la volata dei gestori: 1,613 euro al litro nel primo caso, 1,6 nel secondo. TotalErg sfiora il tetto di 1,6 ed è ormai arrivata a 1,599. Ip segue a 1,595, Tamoil si piazza a 1,587, Eni è ferma a 1,579, Shell a 1,578. Diversa, e su quotazioni leggermente inferiori, è la rilevazione di Quotidiano Energia secondo il quale il prezzo medio in Italia va dall’ 1,581 euro/litro degli impianti Eni all’ 1,591 di Q8. Per il diesel si va da 1,459 euro/litro dell’ Eni all’ 1,476 di Shell. Ma la tendenza del mercato, dopo il recente aumento delle accise deciso dal governo (il secondo in pochi mesi), è al rialzo. E Quotidiano Energia fa osservare che nonostante i margini lordi (quindi comprensivi dei margini ai gestori e dei costi di distribuzione e commercializzazione) delle compagnie siano abbondanti e «ormai da oltre un mese superiori alla media dei tre anni precedenti, non sembra arrestarsi la corsa dei prezzi al rialzo sulla rete dei carburanti italiana». Nel fine settimana Q8 ha aumentato di 0,5 centesimi i prezzi raccomandati su benzina e diesel e ieri mattina TotalErg ha aumentato di 1,1 centesimi la verde e di 0,6 centesimi il gasolio. Sta dunque arrivando al consumo l’ aumento delle accise varato in due tappe quest’ anno e scattato in più riprese (6 aprile, 28 giugno e 1° luglio). L’ appesantimento del prelievo ha due obiettivi: rifinanziare il fondo per lo spettacolo e fronteggiare l’ emergenza immigrati ma pone i carburanti italiani al top della classifica europea e ha scatenato una quantità di polemiche e osservazioni da parte delle associazioni dei consumatori e delle imprese. Il finanziamento dell’ emergenza immigrati è stato coperto, infatti, con un ritocco di 4 centesimi al litro dal 28 giugno. Ma per finanziare cultura e spettacolo un primo aumento di 0,71 centesimi si è avuto ad aprile e un secondo di 0,92 centesimi il 1° luglio; altri aggiustamenti sono già stabiliti per il 2012, 2013 e 2014. Il risultato, finora, è che si è passati da 564 euro per mille litri a 613,20 con un aumento di 49,2 euro (4,92 centesimi per un litro di benzina) sul quale deve poi essere calcolata anche l’ Iva del 20%. In tutto, quindi, il costo delle accise è aumentato in poco tempo di circa 5 centesimi al litro che diventano 6 includendo l’ Iva. Non è un caso che proprio su questo si soffermi l’ Unione petrolifera quando sostiene che nell’ ultimo mese il prezzo industriale della benzina è sceso di 3 centesimi al litro mentre quello delle accise è salito di 4,4 centesimi. Come dire: è la componente fiscale a fare salire i prezzi alla pompa. Gli aumenti, stando ai calcoli del Codacons, prefigurano una stangata di 84 euro ad autovettura nell’ ultimo mese. Adusbef e Federconsumatori stimano un aggravio per gli automobilisti, rispetto allo scorso anno, di addirittura 488 euro tra costi diretti e indiretti. I prezzi italiani risultano ormai inferiori, in Europa, solo a quelli di Grecia, Danimarca e Olanda. Calcoli alla mano, le associazioni chiedono con forza un intervento del governo, perché ritiri gli aumenti e proceda con la riforma del settore che in forma parziale è stata inserita nella manovra approvata giovedì scorso. Anche Assopetroli-Assoenergia (Confcommercio) protesta. Ha inviato alla Direzione delle Dogane una lettera aperta «sottolineando l’ inaccettabile procedura» seguita in occasione dell’ aumento dell’ accisa da 4 centesimi del 28 giugno. E preannuncia che nell’ assemblea del 13 luglio «saranno decise le azioni da intraprendere». RIPRODUZIONE RISERVATA.
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