27 Aprile 2010

Benzina, prezzi senza tregua

Il diesel sfiora 1,28 euro al litro, record da ottobre 2008. I consumatori: listini + 17% in un anno, applicare subito la riforma L’esperto sul protocollo varato: bene su logistica e aumento dei self-service, ma il prezzo settimanale è un boomerang

N uova fiammata dei carburanti. Con l’avvio della settimana quasi tutte le compagnie hanno ritoccato i prezzi della benzina e soprattutto del diesel, che sfiora ora quota 1,28 euro al litro segnando il record degli ultimi 18 mesi. Dopo i rialzi dell’Agip venerdì scorso, ieri hanno messo mano ai listini Erg, Esso, Q8, Total, e Tamoil con rincari fino a un centesimo di euro, in genere tanto per la verde che per il diesel. Shell, che nel monitoraggio quotidiano mostra i prezzi di più alti della rete, ha portato la benzina a 1,434 euro e il diesel fino a 1,277 euro, sfiorando così quota 1,28 euro. Rispetto ad un anno fa (quando il listino era a 1,088 euro), ha calcolato il Codacons, il pieno di un’auto diesel costa così quasi 9,5 euro in più «con un aumento percentuale del 17,3% in 12 mesi ». Per un pieno di benzina il maggiore esborso è invece di 10,4 euro, con un balzo di quasi il 17% (1,266 euro al litro il prezzo alla pompa nell’aprile 2009). Rincari che, spiega Antonello Minciaroni, esperto dei mercati petroliferi di Quotidiano Energia, «hanno origine nell’aumento dei valori del greggio di 40 dollari al barile in un anno, quasi un raddoppio, aumento che ha trascinato le quotazioni dei derivati in tutte le aree del mondo». In Eurolandia poi, «che prima usufruiva della barriera dell’euro forte negli ultimi mesi, l’effetto della svalutazione della moneta comune sul dollaro sta funzionando da moltiplicatore dei rincari. Paghiamo il doppio effetto dei rialzi della materia prima e della debolezza del cambio». Secondo Minciaroni, le tendenze di mercato continueranno nel medio periodo a penalizzare gli automobilisti, specialmente per il diesel. «Questo perché i consumi della verde stanno flettendo, grazie alla maggiore efficienza dei motori e alla dieselizzazione del parco auto. Mentre la domanda di gasolio aumenta, anche perché più legata ai consumi industriali e commerciali e quindi influenzata dalla ripresa economica».
La nuova ondata di rincari, secondo le associazioni dei consumatori, rende «urgente la piena applicazione» del protocollo di riforma del settore varata la settimana scorsa al ministero dello Sviluppo E- conomico. Un accordo, che a giudizio di Minciaroni è positivo soprattutto perché può fluidificare gli stoccaggi dei carburanti e la logistica, aumentando così la competizione tra gli operatori. Severo invece il giudizio sul prezzo settimanale dei carburanti, «uno specchietto per le allodole voluto dai consumatori che può avere sui prezzi l’effetto opposto di quello desiderato, sempre che l’Antistrut non intervenga» a bloccarlo.
Il punto cruciale del protocollo riguarda l’estensione degli impianti dei self service, una delle condizioni per calmierare i listini e ridurre lo stacco con la media europea. «L’obiettivo sembra arduo da realizzare in poco tempo – rileva l’esperto – ma le compagnie petrolifere hanno tutto l’interesse a farlo, per scorporare dal prezzo della benzina la componente del servizio, che è una caratteristica quasi esclusivamente italiana».

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