Benzina, prezzi in risalita cresce il divario con l´Europa
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fonte:
- la Repubblica
Berlusconi: sui gasdotti Eni non cediamo alla Ue I consumatori: necessario un taglio di 5 centesimi al litro
ROMA – Nuovo record del divario tra i prezzi industriali dei carburanti tra l´Italia e gli altri paesi europei. L´ultima rilevazione della settimana scorsa, fatta dal ministero dello Sviluppo Economico, vede il costo della benzina verde 5 centesimi di euro al litro più in alto rispetto alla media dei 16 paesi di Eurolandia. Nel maggio 2008 il ministro Claudio Scajola decise di convocare i petrolieri quando il differenziale toccò i 4,6 centesimi, per di più allora la benzina costava molto di più (1,48 al litro), mentre oggi 5 centesimi all´ingrosso significa pagare, al distributore, un 4,5% in più al litro. Se poi si considera il confronto con l´Ue a 27, il divario sfiora i 7 centesimi. Su paesi simili, come Francia o Germania, il prezzo industriale in Italia è addirittura del 18-20% più alto. Sul gasolio, dove lo "stacco" è di 4 centesimi Ancora una volta i prezzi dei carburanti in Italia si mostrano più reattivi a replicare i rialzi del petrolio, cresciuto del 26% dall´inizio di febbraio, che non i ribassi. Secondo l´Unione petrolifera: «L´ultima rilevazione dello "stacco Italia" dall´area euro riflette la marcata volatilità mostrata negli ultimi giorni dalle quotazioni internazionali dei prodotti petroliferi raffinati». Inoltre sottolinea che a gennaio e febbraio il differenziale si è tenuto intorno ai 3 centesimi al litro, leggermente al di sotto dell´anno precedente. Va ricordato che gli operatori considerano inevitabile che i carburanti costino di più che nel resto d´Europa a causa della conformazione del nostro territorio e della rete di distributori più sparpagliata e meno efficiente. In settimana, Mr. Prezzi, Luigi Mastrobuono, aveva denunciato l´aumento del differenziale (raddoppiato da febbraio) e aveva indicato nelle differenze tra le varie leggi regionali italiane che regolano l´installazione dei distributori una delle cause dei maggiori costi. L´associazione dei consumatori Codacons ha chiesto l´intervento di Scajola sottolineando come sia possibile un immediato calo di 4-5 centesimi al litro in modo da allineare i prezzi all´Europa. E sempre sull´asse petrolieri-governo-Europa si sviluppa il dibattito sui gasdotti dell´Eni, con la commissine Ue che ne chiede la vendita, al fine di aumentare la concorrenza, e il premier Silvio Berlusconi e le stesse associazioni degli utenti (Codacons e Unione nazionale consumatori) al fianco dell´operatore dominante. L´Antitrust europeo ha aperto un indagine contro Eni per come gestisce i tubi che permettono l´importazione di metano dalla Russia in Italia e Austria (gasdotto Tag) e in Germania (gasdotti Tenp/Transitgas). La posizione europea è nota: chi vende la materia prima non può anche essere proprietario e gestore delle infrastrutture di trasporto perché può penalizzare i concorrenti costretti ad utilizzare le poche infrastrutture disponibili. Quindi Eni dovrebbe cedere a un soggetto terzo i gasdotti. «Non possiamo fare concessioni – ha ribadito Berlusconi – abbiamo già risposto all´Ue che ci sono interessi superiori rispetto alle normative sugli appalti: la sicurezza energetica interna e l´interesse del paese e dei cittadini».
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