12 Marzo 2021

Benzina prezzi in aumento da un anno: la verde sfonda 1,577 euro al litro

 

di Fausta Chiesa Benzina a prezzi massimi da un anno. In base all’elaborazione di Quotidiano Energia dei dati comunicati dai gestori all’Osservaprezzi carburanti del Mise, emerge che il prezzo medio nazionale praticato della benzina, in modalità self, è a 1,562 euro al litro (1,560 il livello rilevato ieri) con i diversi marchi compresi tra 1,560 e 1,577 euro/litro (no logo 1,542). Il prezzo medio praticato del diesel, sempre in modalità self, è a 1,433 euro/litro (ieri 1,432), con le compagnie posizionate tra 1,428 e 1,454 euro/litro (no logo 1,409). La spesa per il pieno di carburante degli italiani raggiunge valori record che non si vedevano da inizio 2020.
Quanto al servito, per la benzina il prezzo medio praticato è 1,702 (ieri 1,700) euro/litro con gli impianti colorati che mostrano prezzi medi praticati tra 1,659 e 1,769 euro/litro (no logo 1,591). La media del diesel è 1,576 (1,575 ieri) euro/litro, con i punti vendita delle compagnie con prezzi medi praticati compresi tra 1,532 e 1,647 euro/litro (no logo 1,459). Infine, il Gpl va da 0,651 a 0,663 (no logo 0,639). Ripartono dunque i rialzi sui prezzi raccomandati dei carburanti. Con le quotazioni dei prodotti petroliferi in Mediterraneo che ieri hanno chiuso in risalita, il 12 marzo Eni ha ritoccato di un centesimo benzina, diesel e Gpl. Si muovono verso l’alto, seppure con variazioni limitate, anche le medie dei prezzi praticati sul territorio.

L’aumento del pieno

Il 9 marzo l’Unione l’Unione Nazionale Consumatori ha calcolato l’impatto dei rincari avvenuti sino a qual giorno. «Su base annua è pari a una stangata ad autovettura pari a 130 euro all’anno per la benzina e 123 euro per il gasolio», ha sottolineato il presidente Massimiliano Dona. Se si confronta dal 9 novembre, prima che scattassero i rincari, c’è stato un balzo del 12,4% per la benzina e del 13,8% per il gasolio. Su un pieno di 50 litri l’aggravio è di oltre 8 euro e 50 cent: 8 euro e 57 cent per la benzina e 8 euro e 62 cent per il gasolio. «Su base annua è pari a una mazzata ad autovettura pari a 206 euro all’anno per la benzina e 207 euro per il gasolio – prosegue l’associazione – Ora è più che reale il rischio di una risalita prematura dell’inflazione, a fronte di una crisi economica ancora profonda e drammatica, con incrementi dei prezzi dei beni trasportati su gomma».

Le ripercussioni sugli altri beni

Il rincaro secondo il Codacons produce un aggravio di spesa da +205 euro a famiglia su base annua «Oggi un litro di benzina costa alla pompa il 12,5% in più rispetto allo scorso maggio, mentre per il gasolio si spende il 12,2% in più – spiega il presidente Carlo Rienzi – e’impennata ha effetti a cascata sulle tasche dei consumatori, perché determina maggiori esborsi sia per i rifornimenti di carburante sia per gli effetti indiretti sui prezzi dei prodotti trasportati e sul comparto energetico. Il rischio è che l’andamento al rialzo dei prezzi di benzina e gasolio produrrà nelle prossime settimane rincari generalizzati per ortofrutta e alimentari, beni che, come noto, viaggiano su gomma, e avrà ricadute negative su tutto il comparto dell’energia, con inevitabili aggravi di spesa per i consumatori».

Tra i più cari

Il pieno degli italiani è fra i più cari al mondo con il costo dei carburanti che segue sempre in maniera rapidissima l’aumento del prezzo mondiale del petrolio mentre – sottolinea Uecoop – «non altrettanto velocemente retrocede quando le quotazioni dell’oro nero scendono». Una situazione che – continua Uecoop – ha pesanti ripercussioni sui bilanci di imprese e famiglie e rappresenta un freno alle possibilità di rilancio del Paese già alle prese con il crollo del Pil e i problemi a occupazione ed esportazioni.

Prezzi variabili da Nord a Sud

I prezzi del pieno al dettaglio da nord a sud della Penisola possono variare – evidenzia Uecoop – a seconda che si vada in una pompa servita o self service, che ci si trovi dentro la rete autostradale oppure che si faccia rifornimento in una cosiddetta pompa bianca, ossia fuori dalla rete delle grandi aziende petrolifere. La spesa per energia e carburanti incide sulle possibilità di ripresa del Paese con più della metà delle imprese che – secondo l’indagine Uecoop – teme che una vera ripartenza non possa avvenire prima della seconda parte del 2021.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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