21 Luglio 2011

Benzina, pressing sui prezzi ma per i petrolieri è tutto ok

Benzina, pressing sui prezzi ma per i petrolieri è tutto ok
 

Roma. Il governo ha convocato le compagnie petrolifere al ministero dello Sviluppo economico per fare il punto sul rialzo dei prezzi e invitare a evitare rincari in vista delle partenze estive. I petrolieri da una parte hanno fatto notare come sugli aumenti pesi l’ incremento delle accise, e dall’ altra hanno dato un giudizio positivo sulla riforma della rete di distribuzione contenuta nella manovra. L’ esecutivo, con il sottosegretario Stefano Saglia, non ha negato l’ effetto delle tasse, ma ha anche sottolineato che «molti altri Paesi europei» hanno un livello di accise su benzina e diesel maggiore di quello italiano. Mentre sulla questione del taglio dei punti vendita, compagnie e governo sono completamente d’ accordo. E Saglia ieri ha anche quantificato la riduzione di distributori che sarebbe necessaria. Per il sottosegretario lo scopo della riforma è portare all’ eliminazione di 6-8 mila impianti in tutta Italia. Intanto, però, il problema più urgente riguarda i listini. Secondo l’ Unione petrolifera, infatti, nell’ ultimo mese i prezzi al consumo della benzina sono aumentati di oltre 8 centesimi di euro al litro. Ma per i petrolieri si tratta di una crescita dovuta solo per 2,7 centesimi all’ incremento del costo industriale, mentre i restanti 6 centesimi sono dovuti all’ aumento delle tasse. Il presidente dell’ Up, Pasquale De Vita, evidenzia come «il problema di fondo sia la ristrutturazione della rete». Il nodo, sottolinea De Vita, può però essere risolto attraverso la riforma contenuta in manovra, con più impianti self service e la chiusura degli impianti incompatibili. Infatti, anche per De Vita i 24.000 mila punti vendita attualmente in piedi in Italia sono «troppi». Il governo con Saglia ha allargato lo sguardo a livello internazionale per cercare di inquadrare la questione. Il sottosegretario spiega: «Abbiamo chiesto che la differenza tra Europa e Italia non si incrementi sopratutto in questi mesi estivi», altrimenti sarebbe «sgradevole». Infatti, ricorda che nell’ ultimo periodo «si è incrementato lo stacco tra la media europea e italiana, che dai soliti 3,5 centesimi al litro è passata, circa due settimane fa, a 5 centesimi». Un rincaro, precisa, dovuto a «diversi fattori», e non solo «all’ aumento delle accise». Per migliorare la situazione anche per Saglia è importante portare avanti la riforma. A riguardo fa sapere che «dopo la ripresa estiva ci sarà un tavolo permanente per la sua l’ attuazione». Che sicuramente, chiarisce, nel breve periodo porterà al taglio dei 1.500 distributori incompatibili, e nel lungo termine si potrà anche raggiungere l’ obiettivo di ridurre il numero dei distributori da 24 mila a 18-16 mila. Il taglio al numero dei distributori di carburante che si pone come obiettivo il governo, non piace alle associazioni dei consumatori riunite nella sigla Casper (Adoc, Codacons, Movimento difesa del cittadino e Unione nazionale consumatori). "Un simile provvedimento – spiegano le 4 sigle – rischia di danneggiare i consumatori, perché riducendo il numero di impianti si diminuisce la concorrenza tra operatori, con effetti negativi sui prezzi praticati agli utenti, già ora esorbitanti". Intanto, ieri, sempre in merito ai listini dei carburanti, l’ esposto per aggiotaggio annunciato la scorsa settimana da Casper, fa sapere la stessa organizzazione, "è finito negli uffici di 104 Procure della Repubblica di tutta Italia". roberto jurghens

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