Benzina, ondata di rincari il pieno costa 8 euro in più
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fonte:
- la Repubblica
Benzina, ondata di rincari il pieno costa 8 euro in più Inflazione al 2,1%.
I consumatori: ma quella reale è al 10% Esposto del Codacons alla Procura di Roma: si accerti se siamo di fronte a un caso di aggiotaggio
ROMA – Almeno otto euro in più per ogni pieno rispetto all`anno scorso. Ancora una volta il caro-petrolio si scarica direttamente nelle tasche degli automobilisti, provocando la reazione durissima delle associazioni dei consumatori. Sarà un caso ma l`ennesimo, quanto rapidissimo, aggiornamento dei prezzi di verde e gasolio sull`onda della crisi internazionale, viene annunciato e scaricato sui listini delle compagnie petrolifere per il sesto anno consecutivo a poche ore dal grande esodo di Pasqua. Nei distributori italiani le colonnine dei carburanti segnano oggi prezzi compresi in una forbice tra 1,329 euro e 1,334 euro al litro mentre quelli del gasolio vanno da 1,193 a 1,196 euro: un picco, quest`ultimo, da record assoluto. Questa sorta di “tradizione“ pasquale lo scorso anno aveva causato un rincaro da oltre 5 euro per ogni pieno rispetto al 2004. Andando a ritroso nel tempo troviamo un altro incremento a Pasqua 2004 su quella del 2003 (2 euro a pieno); stesso scenario di aumenti per il gasolio che nel 2003 mise a segno un salto in alto di 2 euro al litro; ancora verde da record nel 2001 (3 euro in più sul 2000) e nel 2000 (altri 2 euro di differenza con il ponte dell`anno precedente). Ce n`è abbastanza per scatenare la reazione delle associazioni dei consumatori. Ieri il Codacons ha presentato un esposto alla Procura di Roma, per accertare “se sono ravvisabili gli estremi per il reato di aggiotaggio, se vi siano speculazioni sui prezzi dei carburanti, a danno dei consumatori, e quali siano i soggetti che traggono maggiori benefici dagli aumenti. Il rincaro dei carburanti in occasione delle festività è una vergogna tutta italiana“. Anche dal dato mensile dell`inflazione registrata a marzo dall`Istat emerge l`impennata dei carburanti: i prezzi, pur restando “freddi“ e incollati al 2,1%, mostrano rincari sensibili. La corsa al rialzo di bollette, combustibili e tariffe ha fatto salire i costi legati alla casa del 6,1% rispetto al marzo 2005. Secondo l`Istat, è proprio il capitolo “abitazione, acqua, elettricità e combustibili“ quello cresciuto più di altri: i prezzi del gas sono aumentati su base mensile dell`1% e annuale dell`11,3%. Stesso discorso per il gasolio da riscaldamento, (+0,7% rispetto al mese precedente e +11% rispetto a marzo 2005). In aumento pure l`acqua potabile (+5,3%) e la raccolta dei rifiuti (+6%). Il caro-energia resta ai primi posti per i rincari di marzo: il capitolo trasporti ha infatti registrato un aumento del 3,5%, grazie ai prezzi di benzina e gasolio cresciuti rispettivamente del 7,9% e del 10,8%. Leggermente in tensione gli alimentari (più 1%), nonostante il mese scorso sia stato registrato un vero e proprio crollo del prezzo del pollame, penalizzato dall`allarme aviaria (meno 7,5%). Prosegue, nel contempo, la frenata delle comunicazioni, (meno 3%), e dei medicinali (meno 1,1%). Ma ancora una volta i dati Istat non soddisfano i consumatori che parlano di “inflazione reale al 10%. Queste cifre mostrano un`Italia che non esiste – afferma Federconsumatori – e l`inflazione al 2,1% non può essere compatibile con tutti gli aumenti scaturiti dal caro-petrolio e gas. Solo per la benzina – calcola l`associazione – gli automobilisti hanno speso 140 euro in più e note ancor più dolenti potrebbero arrivare ad aprile, quando si faranno sentire i ritocchi di luce e gas decisi dall`Autorità per l`Energia“.
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