19 Luglio 2006

Benzina oltre 1,40 euro


Benzina oltre 1,40 euro Gli aumenti del greggio spingono ai massimi i listini Vincenzo Chierchia

MILANO La distribuzione dei carburati torna sotto al lente del Governo, ha detto il ministro per lo Sviluppo, Pierluigi Bersani. La benzina, che in Italia è tra le più care d`Europa (+ 14,4%sulla media Ue),è infatti schizzata ieri ai massimi storici, mentre il greggio ha ripiegato (2,3%a New York a quota 73,6 dollari) dopo il massimo di 78,40 dollari dei giorni scorsi causato delle tensioni in Medio Oriente. Con gli aumenti decisi ieri da Ip e Api (0,010 euro)la benzina ha superato per la prima volta la soglia di1,40 euro allitro, toccando quota 1,409 euro, sulla base del monitoraggio dei prezzi consigliati del ministero Sviluppo economico.Il gasolio invece è rimasto intornoa quota 1,229euro, lontano dal massimo di 1,245 euro di maggio. Ma le associazioni dei consu matori temono nuovi record e de nunciano il caro carburante in vista dell`esodo per le vacanze. “I prezzi record della benzina sono destinati a essere polverizzati nei prossimi giorni per l`effetto combinato del prezzo del barile e della debolezza dell`euro – sottolinea una nota AdusbefFederconsumatori -. Oggi un pieno di 50 litri costa 7,5 euro in più rispetto a un anno fa “. Per un auto di media cilindrata il pieno costa 70 euro circa, l`11%in più del 2005.“Inoltre nonè raro trovare,al Sud e di notte,prezzi dela benzina vicini a quota 1,5 eu ro – rilanciano i consumatori -. Bisogna anticipare la definizione delle accise mobili per calmierare il carico fiscale ed il relativo prezzo dei carburanti, eliminare l`accensione obbligatoria dei fari durante il giorno, che costa circa 70 euro l`anno ad automobilista e non fanno scendere gli incidentie accelerare il processo diliberalizzazione della rete“. Il Codacons ha chiesto l`intervento urgente dell`Antitrust. La presa di posizione del ministro Pierluigi Bersani non si è fatta attendere, sull`onda delle rilevazioni del ministero che attribuiscono all`Italia i prezzi più elevati nella Ue della benzina, sia alla pompa sia a livello industriale. “Stiamo dando un`occhiata a come si comportano i petrolieri, stiamo raccogliendo i dati – ha affermato -. Si può riconoscere una forbice con i prezzi europei in ragione della struttura della rete, ma deve essere quella e, se possibile, deve diminuire, non aumentare. Per capire meglio come vanno le cose stiamo mettendo insieme un osservatorio sui prezzi e monitorando le compagnie“. I risultati dell`analisi del ministero sono evidenti. La media Ue si attesta a quota 1,194 euro per la benzina, e l`Italia la supera di ben 0,173 euro il divario con il resto dell`Europa è addirittura aumentato negli ultimi 12 mesi (a luglio 2005 il divario ItaliaUe era quota 0,168 euro al litro). Stessa situazione anche per quanto riguarda il prezzo industriale: a fronte di una media europea di 0,545 euro al litro la benzina in Italia costa 0,575 euro ossia il 5,5% in più. I consumatori hanno rilanciato la richiesta di risolvere il nodo della mancata liberalizzazione della rete di distribuzione dei carburanti: “Bisogna fare come in Francia – sottolineano Adusbef e Federconsumatori – consentendo la vendita delle benzine nella grande distribuzione, e poi sulle autostrade dovrebbero esserci i cartelli che indichino i prezzi“. Ma sulla benzina negli ipermercati Bersani ha frenato: “La competenza è strettamente regionale,perchè è un problema di natura urbanistica e difficilmente una misura in proposito può essere presa dallo Stato centrale “. Ementre in Francia la quota di mercato della grande distribuzione è del 54,3% in Italia è pari a zero e le stazioni di servizio sono oggi solo una decina su 22.500. “La normativa attuale, che di fatto è in mano alle Regioni – sottolineano all`AnccCoop – rende di fatto molto difficile poter studiare concretamente una programmazione di aperture di pompe di benzina all`interno dei centri commerciali. Ma senza programmazione non si interviene sulla filiera che è l`unico modo per poter ottenere tagli dei prezzi. Le condizioni attuali per le nuove aperture sono proibitive “. Secondo uno studio commissionato da Coop la mancata liberalizzazione ed apertura alla Gdo in Italia fa lievitare il prezzo alla pompa di almeno 0,62 centesimi allitro.Eun`indagine dell`Ancd Conad ha denunciato che l`oligopolio delle compagnie petrolifere condiziona l`intera filiera. Infine Assogasliquidi e il Consorzio Ecogas hanno ottenuto dal Governo l`impegno per un tavolo a settembre per incentivare l`uso di gas per autotrazione.

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