27 Luglio 2011

Benzina, nuovo record a 1,641

Benzina, nuovo record a 1,641 
 

 
Dopo qualche giorno di tregua ricomincia la corsa dei prezzi dei carburanti sulla rete italiana: si registra il record storico di 1,624 euro/litro per la benzina. Le Associazioni dei consumatori denunciano il meccanismo della doppia velocità e la classica speculazione estiva delle compagnie petrolifere. Il Codacons chiede alla Guardia di Finanza controlli sui distributori.
 
Fine della tregua: dopo 10 giorni di stasi dei prezzi dei carburanti sulla rete italiana, si torna a salire. E la media nazionale tocca un nuovo record storico: 1,624 euro/litro per la benzina e 1,507 per il diesel. Ad aumentare i prezzi questa mattina è IP che ha aggiunto un centesimo su entrambi i prodotti, portandosi su una media di 1,641 euro/litro per la verde e 1,523 per il diesel. Staffetta Quotidiana parla di depressione dei mercati, in seguito alla notizia del piano di salvataggio della Grecia, concordato dall’Eurogruppo, e del possibile innalzamento del debito pubblico degli Stati Uniti. Questo panorama ha prodotto un calo dei prezzi internazionali dei prodotti raffinati: la quotazione della benzina si è attestata a 1.084 dollari la tonnellata (-5), pari a 569 euro per mille litri (-2). Per il gasolio il prezzo alla chiusura di ieri è di 1.023 dollari la tonnellata (-3), pari a 601 euro per mille litri (-1).
Tornando all’Italia, dal monitoraggio di quotidianoenergia.it emergono grosse differenze tra un distributore e l’altro, anche di 10 centesimi, a seconda del livello di competizione locale.
Federconsumatori e Adusbef tornano a denunciare il meccanismo della doppia velocità applicato dalle compagnie petrolifere come se fosse ormai legalizzato: la benzina non aveva raggiunto quota 1,64 al litro neanche quando il petrolio si attestava al record di 147 dollari al barile. Ma non è solo colpa delle compagnie petrolifere: secondo l’Osservatorio Nazionale di Federconsumatori i centesimi di troppo sono ancora 6-7 al litro. Perché il Governo ha aumentato le accise per ben 2 volte, per un totale di +6 cent ed ha tagliato i trasferimenti alle Regioni, spingendole ad aumentare anche le addizionali regionali di circa +3 centesimi (come ha fatto recentemente il Piemonte). Tutto questo si traduce in un aumento di oltre 12 cent (15 nelle Regioni che hanno disposto l’aumento), pari a ricadute medie di165 euro annui ad automobilista solo per costi diretti.
"E nel frattempo – denunciano Rosario Trefiletti ed Elio Lannutti, Presidenti delle due Associazioni – si continua a prendere tempo sui provvedimenti che realmente contribuirebbero a calmierare i prezzi dei carburanti: una commissione istituzionale sulla doppia velocità, e una liberalizzazione completa della rete di distribuzione, tramite l’apertura della vendita anche attraverso il canale della grande distribuzione, adottando la proposta di legge avanzata in tal senso". "Non dimentichiamo che, aumentando le tasse e continuando a non intervenire con le misure necessarie, lo Stato guadagna oltre +2,5 miliardi di euro annui".
Secondo il Codacons si tratta della classica speculazione che le compagnie petrolifere attuano immancabilmente prima del grande esodo di agosto e che consente loro di incassare milioni di euro. Bastano, infatti, 2 centesimi di euro in più per incamerare 20 milioni di euro.
L’Associazione si rivolge direttamente alla Guardia di Finanza, chiedendo controlli sui litri di carburante effettivamente emessi e sulla corrispondenza tra i prezzi esposti nei cartelli e quelli effettivamente praticati. "Ogni volta che vengono effettuati dei controlli delle forze dell’ordine, infatti, si sono riscontrate irregolarità con percentuali imbarazzanti – ricorda l’Associazione – Nell’agosto 2010 la Guardia di Finanza di Udine sequestrò 8 pompe di benzina che erogavano quantità di carburante sensibilmente inferiore a quelle indicate dai display delle colonnine. Il 12 maggio 2005 c’era stata una maxioperazione della Guardia di Finanza di Roma: 120 distributori su 150 visitati presentavano irregolarità (ossia l’80%). Anche il 10 gennaio 2003 la Guardia di Finanza di Milano aveva proceduto ad accertamenti a tappeto: 14 gestori su 20 controllati erano risultati irregolari, una cifra pari al 70%. Ma i controlli, purtroppo, sono troppo sporadici e saltuari. Per questo il Codacons li chiede ora, prima del grande esodo".
L’Adoc denuncia un aumento, rispetto allo scorso anno del 17,3% e una spesa di 14 euro maggiore rispetto alla media europea. "E’ offensivo che proprio la settimana dell’esodo estivo si raggiunga il record del prezzo – dichiara Carlo Pileri, Presidente dell’Adoc – rispetto allo scorso anno il prezzo della benzina è aumentato del 17,3%, un pieno costa oggi 12 euro in più del luglio 2010. Il caro esodo è una scure che si abbatte gli italiani, che pagano in media 14 euro in più rispetto agli altri cittadini europei per le loro vacanze in auto. In Germania si spendono 11 euro in meno per due pieni, in Austria 18 euro di meno, in Svizzera il risparmio è di 26 euro, in Slovenia addirittura si spendono 37 euro in meno".
L’Adoc chiede al Governo di intervenire subito e concretamente sui prezzi della benzina. "Siamo stufi della pantomima della moral suasion, che i petrolieri neanche avvertono. Chiediamo che vengano effettuati controlli, anche da parte dell’Antitrust, sulla correttezza degli aumenti e l’attuazione delle misure che ci aveva promesso il Governo a partire dal blocco dell’Iva. Invece di diminuire il costo della benzina, come promesso alle riunioni presso il Ministero, aumentando le accise di 6 centesimi è stata adottata una scelta inflattiva in contrasto con le dichiarazioni del Governo e le richieste dei cittadini."
 

Previous Next
Close
Test Caption
Test Description goes like this