23 Marzo 2005

Benzina, nuovo record

Benzina, nuovo record

Altra «fiammata» ieri per la verde a quota 1,204 euro

ROMA La benzina ha toccato un nuovo record, spinta dalla corsa del prezzo del petrolio che anche oggi si è attestato sopra quota 57 dollari. La verde ha infatti toccato ieri quota 1,204 euro, ovvero più di 2.300 delle vecchie lire. La nuova fiammata del prezzo dei carburanti arriva proprio alla vigilia dell`incontro tra i petrolieri e il ministero delle Attività produttive. Sul tavolo la questione della trasparenza dei prezzi ma anche il nodo della leva fiscale e il problema dell`ammodernamento della rete di distribuzione. Resta invece confermata la serrata dei gestori annunciata per dopo Pasqua. Protesta il Codacons: «Si tratta di un`iniziativa sbagliata e ipocrita». Presso i distributori Q8, secondo quanto registrato dal ministero delle Attività produttive, il prezzo consigliato ai gestori ha toccato ieri 1,204 euro al litro, 0,003 euro in più rispetto a 1,201 raggiunto dalla Total il 7 marzo scorso. La Q8 ha anche messo mano al prezzo del gasolio, portandolo a un passo da 1,1 euro, a 1,093. Con il nuovo ritocco all`insù del prezzo della benzina la spesa per un pieno di un`auto di media cilindrata richiede ben 60 euro. Anche per il gasolio, giunto ormai vicinissimo alla soglia di 1,1 euro al litro, si tratta del nuovo primato. Quanto agli altri marchi, non sono state registrate variazioni ai prezzi degli ultimi giorni. Ma tutti si collocano immediatamente al di sotto della soglia di 1,2 euro al litro per la verde e sotto 1,090 per il gasolio. Oggi pomeriggio dunque si terrà l`atteso incontro tra il ministero delle Attività produttive e i gruppi produttori. E proprio sulla questione della crescita dei prezzi, più volte evidenziata dallo stesso ministro Marzano, si attende una presa di posizione dei gruppi petroliferi. Ma oggi si dovrebbero affrontare anche le questioni della trasparenza dei prezzi e della strutturazione della rete di distribuzione. Resta poi aperto il nodo del peso fiscale che grava sui carburanti. «La responsabilità del caro benzina – ha sottolineato Carlo Rienzi, del Codacons – non è solo dei gestori ma anche dei petrolieri e del governo, il quale ancora non ha sterilizzato le accise». L`associazione dei consumatori si dice in ogni caso contraria allo sciopero annunciato dai gestori subito dopo Pasqua. Ieri il prezzo del petrolio è sceso del 2,6% a 56 dollari al barile in chiusura a New York. Il forte calo registrato dalle quotazioni dell`oro nero è dovuto alla sensazione che l`Opec incrementerà la produzione più rapidamente di quanto ci si attenda per far fronte alla crescente «fame» energetica proveniente dalle economie globali e soprattutto quelle asiatiche emergenti. L`Arabia Saudita «dovrebbe superare i 9,5 milioni di barili giornalieri», ha affermato oggi l`ex ministro saudita del petrolio Sheikh Ahmad Zaki Yamani, aggiungendo «che non è male andare verso lo scenario di 10 milioni di barili giornalieri».

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