Benzina, nuovi rincari per accise i consumatori vogliono chiarezza
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- Quotidiano di Sicilia
PALERMO – è scattato da sabato un nuovo aumento di 0,24 centesimi al litro dell’ accisa sulla benzina e sul gasolio. Considerando anche l’ Iva, ai prezzi attuali l’ aumento è di 0,34 centesimi. L’ aggravio era stato previsto ad agosto 2013 come copertura finanziaria per diverse voci del “decreto Fare”, tra cui la nuova legge Sabatini. L’ aumento resterà in vigore fino al 31 dicembre. Con questo ennesimo ritocco, tra il 2010 e il 2014 un’ automobile a benzina che percorre 15 mila chilometri costerà 257 euro in più, mentre una diesel ne costa 388 in più, secondo la stima fatta dagli artigiani della Cgia di Mestre. “Oltre alle famiglie – segnala il segretario della Cgil, Giuseppe Bortolussi – questi aumenti interesseranno le categorie che utilizzano professionalmente un mezzo di trasporto. Mi riferisco, in particolar modo, ai taxisti, agli autonoleggiatori, agli agenti di commercio e ai trasportatori. Ricordo che l’ 80 per cento circa delle merci italiane viaggia su gomma. E’ vero che grazie al rimborso delle accise gli autotrasportatori, ad esempio, possono recuperare gli aumenti fiscali che subiscono alla pompa; tuttavia, bisognerà vigilare affinché i prezzi dei prodotti che giungeranno sugli scaffali di negozi e supermercati non subiscano degli aumenti ingiustificati”.Federconsumatori e Adusbef chiedono un intervento urgente da parte del Ministero dello Sviluppo Economico per avviare una maggiore e sempre più attenta vigilanza sulla determinazione dei prezzi dei carburanti, con particolare attenzione nei confronti dell’ ormai famigerato fenomeno della doppia velocità e una seria razionalizzazione e modernizzazione dell’ intera filiera petrolifera, anche attraverso l’ apertura della vendita presso i grandi centri commerciali e la distribuzione no-logo. Da considerare che si viene fuori da un recentissimo nuovo aumento dei prezzi alla pompa, stabilito nel corso delle scorse festività natalizie. In tal senso il Codacons ha presentato un esposto all’ Antitrust denunciando aumenti dei prezzi dei carburanti applicati dalle compagnie a partire dal 20 dicembre, ossia nel periodo festivo. L’ Antitrust ha aperto una pratica presso la Direzione Energia e Industria per verificare l’ esistenza di comportamenti lesivi dei diritti dei consumatori. Nell’ esposto il Codacons ha denunciato come si siano registrati rincari che hanno portato i listini dei carburanti ad una media di 1,796 euro/litro per la benzina (con punte di 1,830) e 1.726 euro/litro per il gasolio. In quel periodo i prezzi erano in netto calo e le medie quindi più basse. Ancora più evidente il rincaro del Gpl, i cui listini al dettaglio hanno subito durante le feste di Natale un aumento del 15 per cento rispetto al mese precedente, e un maggior esborso monetario per gli automobilisti pari a 4 euro a pieno. L’ associazione ha dunque chiesto all’ Antitrust di verificare se le variazioni al rialzo dei prezzi dei carburanti, che puntualmente si verificano ogni anno in occasione delle partenze degli italiani, possano aver configurato speculazioni o altri illeciti a danno dei consumatori. Si attende l’ esito della verifica.Michele GiulianoTutta questa raffica di aumenti e la crisi ha certamente spinto il consumatore a frenare l’ utilizzo dell’ auto. Nel 2013 i consumi di benzina sono diminuiti mediamente del 5,7 per cento, quelli di gasolio del 4,7 per cento rispetto al 2012; peggio è andata sulla rete delle compagnie, dove si registrano perdite tra il 15 e il 30 per cento. Dicembre scorso, dunque, ha confermato la tendenza al ribasso delle vendite, smentendo la tradizionale fase di recupero che in genere andava a migliorare la media annua, con un ulteriore sofferenza sulla rete carburanti. E le prospettive non appaiono incoraggianti. A sostenerlo è la Faib Confesercenti, la federazione italiana autonoma benzinai, secondo cui, infatti, l’ aumento dell’ imposta di consumo sugli oli lubrificanti (da 750 a 787,81 per mille chilogrammi) scattata lo scorso 1 gennaio scorso peggiorerà la già drastica situazione. Stessa sorte anche dopo l’ aumento di sabato sulle accise su benzina e gasolio per effetto del decreto del Fare. “Tra il 2014 e il 2017 – precisa la Faib – sono programmati ben quattro incrementi. Nell’ insieme, sulle spalle degli automobilisti italiani cadranno maggiori imposte per 1,3 miliardi di euro: 1,07 di maggiori accise e 237 milioni dell’ Iva relativa”. (mg)
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