Benzina, nuovi aumenti per le calamità naturali
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fonte:
- Alto Adige
- Corriere delle Alpi
- Gazzetta di Mantova
- Gazzetta di Modena
- Gazzetta di Reggio
- Il Centro
- Il Mattino di Padova
- Il Piccolo
- il Tirreno
- La Città di Salerno
- La Nuova Ferrara
- La Nuova Sardegna
- La Nuova Venezia
- La Provincia Pavese
- La Tribuna di Treviso
- Messaggero Veneto
- Trentino extra
di Rossano Orlando ROMA C’ è la conferma dell’ aumento di 5 centesimi al litro della benzina per fronteggiare le emergenze, nella riforma della Protezione civile approvata ieri in via preliminare dal Consiglio dei ministri. «Al momento della dichiarazione dello stato di emergenza», è scritto nella riforma, «le Regioni hanno facoltà di elevare l’ imposta regionale sulla benzina di loro competenza sino al massimo di 5 centesimi per litro». Tornerebbe così, sotto forma di “facoltà”, la cosiddetta “tassa sulle disgrazie” che prevedeva l’ obbligo per le Regioni di elevare al massimo le proprie addizionali per finanziare le emergenze, ma che era stata bocciata dalla Consulta. Con il provvedimento viene riorganizzata la struttura operativa della Protezione civile e si accelerano i tempi d’ azione del Servizio nazionale. L’ obiettivo è di rafforzare l’ efficacia nel monitoraggio, il controllo e la gestione delle emergenze. La riforma verrà “finalizzata” dal Consiglio dei ministri dopo l’ esame da parte della Conferenza unificata che si terrà il 19 aprile. Il possibile rincaro del costo dei carburanti ha sollevato diverse polemiche. Per Franco Ferrari Aggradi, presidente di Assopetroli Assoenergia, «questo governo ha deciso di fermare il Paese e con esso l’ economia. Ci opponiamo a questo modo di procedere. Le vendite dei carburanti sono crollate e le imprese del settore sono già in sofferenza con l’ inevitabile ripercussione occupazionale». Secondo il Codacons i 5 centesimi in più «determinano un aggravio di spesa di almeno 73 euro annui ad automobilista solo di costi diretti». «Aumentare l’ accisa sui carburanti produrrà, nell’ immediato, introiti maggiori, ma col tempo finirà per diminuire i consumi», commenta Primo Mastrantoni, segretario dell’ Associazione per i diritti degli utenti e consumatori (Aduc). «È inaccettabile», dice Luca Squeri, presidente nazionale della Figisc, l’ associazione dei gestori di impianti di distribuzione carburanti che aderiscono alla Confcommercio. «Da un anno», prosegue Squeri, «il prezzo dei carburanti è aumentato mediamente di 31 centesimi/litro; di questi, 10 sono dovuti all’ aumento del petrolio e ben 21 alle imposte, come a dire che il 68% della responsabilità degli aumenti è da attribuirsi alle maggiori imposte, cosa che non è accaduta in nessun Paese comunitario. Abbiamo le imposte sui carburanti più alte nell’ Unione europea e, di conseguenza, il prezzo più alto». «La ventilata ipotesi dell’ aumento dell’ accisa sui carburanti si configura come un atto di irresponsabilità economica che rischia di condurre il Paese verso la paralisi», dice il presidente della Faib-Confesercenti, Martino Landi, sottolineando che «la già forte caduta dei consumi che ha raggiunto il record del -20% sulla rete e i conseguenti aumenti di tutti gli altri beni, alimentari e non, soggetti al trasporto, sta conducendo il Paese verso una fase recessiva senza fine». Per Roberto Reggi, sindaco di Piacenza e delegato Anci alla Protezione civile, «bisogna rifinanziare il Fondo per la Protezione civile, che non va lasciato sguarnito, ma senza attingere ancora una volta alla benzina. Negli ultimi mesi», conclude Reggi, «si è fatta incetta dell’ aumento dell’ aliquota delle accise sulla benzina, ma ci saranno pure altre possibilità». ©RIPRODUZIONE RISERVATA.
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