21 Maggio 2018

Benzina, nuova stangata I prezzi sono alle stelle

Chi l’ altra mattina si è trovato a passare per Pirri, davanti al distributore di benzina Q8, ha avuto la sensazione di essere tornato indietro fino all’ agosto del 2012, quando il prezzo di un litro di benzina aveva toccato quota 2 euro. Un litro di verde (servito) era venduto a 1,98 euro (1,92 euro in modalità self), uno di gasolio a 1,89 euro (1,84 self). Un caso limite, naturalmente, ma particolarmente significativo per spiegare quanto sta avvenendo da due mesi a oggi e che cosa, verosimilmente, ci dobbiamo aspettare a breve termine. RINCARI RECORD Una delle certezze della vita è rappresentata dai rincari del prezzo della benzina che arriva puntuale con l’ approssimarsi delle vacanze. E la nuova stagione estiva che è alle porte non farà eccezione. Sulla scia del calo della produzione di petrolio, che ha riportato il prezzo di un barile di Brent europeo sopra gli 80 dollari contro i 72 circa del “cugino” americano, le tensioni sui prezzi si sono riversate immediatamente sulla pompa di benzina. Eni, Ip, Q8 Tamoil, Esso, Total Erg. e Retitalia sono, infatti, intervenute con i rialzi: «Più 3% l’ aumento del prezzo medio per un litro di gasolio nell’ ultimo mese, più 2,5% quello della benzina nello stesso periodo», denuncia Francesco Mattana, presidente regionale di Altroconsumo. Risultato: «Per fare un pieno oggi si spendono 2 euro in più», spiega Mattana. E questo è solo l’ inizio. IN SARDEGNA L’ estate, quindi, si preannuncia all’ insegna dei rincari rispetto a quotazioni che sono già ai massimi dal 2014: sabato, il prezzo medio in Sardegna della benzina in modalità self (fonte Carburanti Italia) era pari a 1,622 euro al litro, mentre la media nazionale era di 1,628. Il prezzo medio praticato per il diesel era, invece, pari a 1,510 euro al litro, contro 1,502 euro della media nazionale. In modalità servita il costo aumenta: per la benzina il prezzo oscillava tra 1,80 e 1,98 euro al litro, mentre per il diesel il prezzo variava tra 1,65 e 1,79 euro (fino all’ 1,89 di Pirri). Nel caso limite, quindi, per un pieno di verde di un’ auto di media cilindrata (pari a 50 litri), occorrevano oltre 90 euro, per il diesel più di 80. Con i nuovi rincari che sono in arrivo , quota 100 non sarà più tanto lontana. È SOLO L’ INIZIO Che l’ asta al rialzo, purtroppo, non sia finita qui, lo dicono gli esperti.«Il prezzo dei carburanti sta crescendo più velocemente rispetto a quello del greggio», spiega Rinaldo Brau, docente di Scienza delle Finanze all’ università di Cagliari. «Questo accade perché l’ andamento dell’ economia è più favorevole rispetto al 2012». Proprio per questo motivo, le compagnie potrebbero ritoccare ulteriormente i prezzi fino a superare anche la soglia psicologica dei due euro per litro. «Potremmo avere un rialzo più sostenuto rispetto al 2012», sottolinea l’ economista. «Ci aspettiamo nuovi rincari già durante questa settimana», aggiunge Gabriela Ruggiu, segretaria regionale Faib, la federazione dei benzinai che aderisce alla Confesercenti. LE CAUSE Ma che cosa ha scatenato questa nuova “fiammata” dei prezzi? In parte, la colpa è del tradizionale effetto vacanze; ma è ovvio che sui recenti aumenti alla pompa influisce anche quanto sta avvenendo sui mercati internazionali. L’ accordo sulla limitazione delle quote di produzione, da una parte, e la minaccia di un nuovo embargo da parte degli Stati Uniti nei confronti dell’ Iran (il terzo produttore mondiale di petrolio), dall’ altra, aiutano a spiegare perché la produzione è calata e i prezzi sono saliti. «Questi fatti contribuiscono solo in parte», spiega il professor Brau, «i prezzi alla pompa infatti hanno cominciato a subire rialzi prima della frattura tra Stati Uniti e Iran». BATTAGLIA PER I CONSUMATORI Il Codacons, che ipotizza un sovraccosto di circa 400 euro l’ anno per famiglia, ha presentato «un esposto per verificare se dietro questi aumenti non si nascondano “cartelli”», spiega Diana Barrui, presidente regionale. «In questa partita oltre alle compagnie c’ è anche lo Stato che, anziché tutelarci, ci guadagna», avverte Giuliano Frau, di Adoc. «Prezzi più alti, infatti, significano introiti maggiori grazie all’ Iva». Ai consumatori non resta che «cercare le pompe no logo» avverte Altroconsumo. Anche se, conclude, «sembra si stiano allineando».
mauro madeddu

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