8 Gennaio 2010

Benzina, nuova raffica di aumenti Il Garante: “Non capisco perché”

 

– MILANO – R ITORNO dalle vacanze amaro per milioni di automobilisti. Nella calza della Befana, infatti, gli italiani hanno trovato l’ ennesimo rincaro di benzina e gasolio. Tutte le compagnie hanno applicato aumenti ai prezzi, con la verde che ha infranto la soglia di 1,35 euro al litro mentre il gasolio è arrivato a un passo da 1,20. I nuovi rincari dei carburanti, sulla scia della ripresa del prezzo del petrolio arrivato a 82 dollari al barile, hanno scatenato la protesta dei consumatori che parlano di un aggravio di 15 milioni di euro (171 a famiglia) per tutti gli aumenti registrati da Natale a oggi e chiedono l’ intervento del ministro dello Sviluppo economico, Claudio Scajola. Il caro-benzina allarma anche il presidente dell’ Antitrust, Antonio Catricalà , che considera ingiustificati gli aumenti ma ammette che, pur non capendo il ritmo dei prezzi, non ha trovato le prove, con l’ istruttoria a suo tempo aperta dall’ Authority, per condannare le compagnie. I rialzi dei carburanti vanno dai 12 ai 20 millesimi di euro sulla verde e dai 13 ai 20 sul gasolio. A mettere mano ai listini, tra ieri e il giorno dell’ Epifania, sono stati tutti i marchi tranne l’ Agip, che aveva fatto da apripista martedì. In testa la Shell, che ha superato quota 1,35 al litro sulla benzina ed è vicina a 1,2 sul gasolio. In generale, comunque, il prezzo consigliato della verde (esclusi sconti e fai-da-te) oscilla tra 1,336 e 1,352, con un aumento di quasi il 23% rispetto a un anno fa, come ricorda l’ Adoc, mentre il rincaro del gasolio è stato dell’ 11%. Per il Codacons «ancora una volta tutte le compagnie petrolifere hanno speculato sui prezzi dei carburanti dando l’ ultima stangata agli italiani» al rientro dalle vacanze. Di «pessimo segnale» parla il Movimento difesa dei cittadini, mentre l’ Adoc chiede il taglio di Iva e accise con cui si potrebbero risparmiare 500 euro l’ anno per automobilista e l’ intervento di Mister Prezzi. Adusbef e Federconsumatori, infine, stigmatizzano la doppia velocità dei prezzi (in una settimana la benzina è aumentata del 7%, il petrolio del 4%) e invocano le dimissioni di Scajola, mentre l’ Adiconsum si chiede che fine hanno fatto i provvedimenti di liberalizzazione promessi dal Governo. Il caro-pieno preoccupa anche l’ Antitrust, ma pur ritenendoli ingiustificati e non riuscendo razionalmente a capire, Antonio Catricalà non ha trovato finora giuridicamente ed economicamente prove di illeciti tra le compagnie per gli aumenti. «I PREZZI scendono con la velocità della piuma e salgono con quella del razzo: c’ è qualcosa di distorto», avverte ammettendo però di non essere «riuscito a dimostrare il contrario di quello che dimostrano le aziende con studi alti due metri» che danno una prova da un punto di vista scientifico della bontà delle loro azioni. Comunque per favorire l’ abbassamento dei prezzi, conclude Catricalà «mi pare che ci sia un’ iniziativa ministeriale buona». Ovvero la distinzione tra distribuzione e case produttrici, con l’ estensione delle pompe bianche (senza marchio) dove la benzina costa 10 cent in meno al litro.
 

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