29 Dicembre 2012

Benzina meno cara dove c’ è più concorrenza

Benzina meno cara dove c’ è più concorrenza

DA MILANO ANDREA D’ AGOSTINO Malgrado loro, i prezzi dei carburanti continuano ad essere elevati, soprattutto al Sud. ‘Loro’ sono le duemila pompe bianche senza logo, che con la loro presenza, più gli 82 punti vendita della Grande distribuzione, contribuiscono alla concorrenza nel settore, con risparmi fino a 13 centesimi a litro. Lo rivela un’ indagine dell’ Antitrust, che chiede di rafforzare le potenzialità dei nuovi operatori per rompere l’ attuale assetto. Nulla di nuovo sotto il sole, ribattono alcune associazioni di categoria, ma se c’ è stato bisogno dell’ Antitrust per metterlo nero su bianco, e soprattutto per chiedere che venga rafforzato l’ orientamento ad una liberalizzazione della rete, la situazione è ancora problematica. Del resto, pur non avendo verificato vere e proprie forme di cartello, il Garante per il mercato parla esplicitamente di «assetto oligopolistico». Ancora all’ inizio del 2011, quasi due anni fa, segnala l’ Authority, esisteva una «interazione» tra gli operatori in- tegrati dove i soggetti più efficienti (Eni ed Esso) non spingevano la competizione fino a livelli che li avrebbero differenziati davvero dai concorrenti e avrebbero minacciato di far uscire questi ultimi dal mercato. Le sette società petrolifere attive a livello nazionale nella distribuzione di carburanti in rete, secondo l’ Antritrust, sembravano ancora nel 2011 presentarsi sul mercato come soggetti nella sostanza allineati su comportamenti non troppo differenziati. «Uno scenario – si legge – dalla chiara connotazione collusiva, che potrebbe teoricamente costituire l’ esito di un coordinamento tra gli operatori verticalmente integrati. Di tale eventuale coordinamento, tuttavia, nel corso dell’ indagine non sono state acquisite evidenze». Le nuove spinte concorrenziali non hanno poi lo stesso effetto sui prezzi a livello territoriale: al di là dell’ operatore, il Sud ha sempre prezzi più elevati, il Nord ha quelli più bassi, il Centro è in posizione intermedia. I prezzi degli impianti della Gdo sono risultati poi più aggressivi (e difficili da replicare) – spiega l’ indagine quando i punti vendita espongono soltanto il marchio dell’ operatore della grande distribuzione. I dati diffusi ieri sono stati criticati da Faib-Confesercenti, che ha detto che «non sono certo una novità: nello stato attuale, solo pompe bianche e Grande distribuzione organizzata possono approvvigionarsi sul libero mercato e vendere carburanti scontati». Ancora più dura Staffetta Petrolifera, che la definisce «un’ indagine inutile: sarebbe irriverente scrive – negare lo sforzo lodevole fatto dall’ Antitrust per portare a casa l’ indagine conoscitiva avviata nel marzo 2011 sotto la presidenza di Antonio Catricalà e conclusa 21 mesi dopo sotto la presidenza di Giovanni Pitruzzella, ma non è parimenti irriverente confessare la delusione profonda che emerge dalla lettura del comunicato in cui sono sintetizzate e commen-tate, ad uso della stampa, le principali conclusioni dell’ indagine». I commenti delle associazioni dei consumatori si basano invece sulla necessità di ampliare gli impianti no logo. Per il Codacons, con pompe bianche e Gdo si potrebbero così risparmiare 156 euro su base annua, mentre Federconsumatori e Adusbef ricordano che le pompe bianche coprono solo il 5% del territorio nazionale (da cui la differenza dei prezzi tra Nord e Sud). «Da tempo immemore – lamentano le associazioni chiediamo misure per favorire l’ ampliamento del numero di questi impianti, ancora troppo poco diffusi sul territorio nazionale: appena il 5% circa dell’ intera rete di distribuzione. Percentuale che, per incidere maggiormente sulle tasche degli automobilisti, dovrebbe crescere almeno al 15%». © RIPRODUZIONE RISERVATA Indagine dell’ Antitrust: meno 13 cent al litro nelle 2mila pompe bianche e nelle 82 della Gdo. «È necessario rompere l’ oligopolio» i carburanti.

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