Benzina meno cara, associazioni in campo
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fonte:
- La Nuova Sardegna
CAGLIARI Benzina e gasolio a prezzo dimezzato piacciono a tutti e da ieri la battaglia per alleggerirla in Sardegna dal peso delle accise è portata avanti da un cartello di diciannove associazioni. A sottoscrivere la proposta di legge nazionale presentata dai Riformatori, sono stati i sindacati, Cisl e Uil, Confindustria, Confcooperative, Cna, Federazione cooperative, Confagricoltura Confapi, Coldiretti, Confesercenti, Confartigianato, Confcommercio, l’ associazione dei distributori di carburante e quella degli autotrasportatori e ancora i Comuni, con l’ Anci, e infine i consumatori (Uic, Adiconsum , Codacons) e la Federazione dei circoli sardi nel mondo. È un fronte unico che punta a ridurre del 50 per cento le accise (sono le tasse che da sempre raddoppiano il prezzo della benzina e del gasolio) pagate dai consumatori e azzerarle per le imprese. Il percorso della proposta di legge è molto meno complicato di quello per la zona franca (approvata dal Consiglio regionale deve essere ratificata dal Parlamento senza il doppio passaggio costituzionale) prevede oltre la riduzione fiscale prevista per le aeree svantaggiate (nel caso della Sardegna, l’ insularità e il cosiddetto danno ambientale per la presenza delle industrie) anche un riequilibrio dell’ imposta di fabbricazione pagata dalla Saras, l’ unica raffineria in Sardegna. Finora la società della famiglia Moratti versa allo Stato 5 miliardi, ma la Sardegna incassa 660 milioni cioè solo l’ imposta che grava sui carburanti consumati nell’ isola. Secondo i Riformatori, invece la Saras dovrebbe versare ben 3 miliardi nelle casse della Sardegna, perché la raffinazione avviene nello stabilimento di Sarroch. Proprio queste maggiori entrate permetterebbero alla Regione di compensare l’ abbattimento delle accise a favore dei consumatori. (ua)
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