17 Novembre 2011

Benzina, l’unico rincaro già pronto per il Governo Monti

Benzina, l’unico rincaro già pronto per il Governo Monti

 
Il nuovo governo Monti si prepara a una serie di interventi che costringeranno tutti a dei sacrifici nei prossimi mesi. Su un fronte però troverà la strada già spianata: il costo dei carburanti. Il governo uscente infatti aveva già introdotto e stabilito nella Legge di Stabilità approvata lo scorso fine settimana, due aumenti successivi, uno per il 2012 e un altro per il 2013 fatti per venire incontro alle richieste dei benzinai rese ancora più forti con il ricorso allo sciopero di qualche giorno fa. In pratica per il 2012 ci sarà un incremento di un millesimo e per il 2013 di un altro mezzo millesimo. Sempre che non si aggiungano altri rincari.
E sì perché il prezzo che paghiamo alla pompa è composto sì da un parte prettamente industriale, a cui però si somma una componente fiscale che nel corso del tempo è diventata sempre più pesante. Basti pensare che considerando attualmente un prezzo medio di 1,59 euro al litro per la benzina verde, ben 0,899 euro, quindi poco meno di un euro, sono rappresentati da imposte.
In particolare 0,622 sono la cosiddetta accisa, a cui si aggiunge uno 0,277 di Iva. Il resto, cioè circa 0,696 euro sono rappresentati dalla somma del prezzo base del prodotto così come arriva in Italia pari a circa 0,5 euro, più i costi industriali, rappresentati da trasporto, stoccaggio e distribuzione, pari a poco meno di 0,2 centesimi al litro. In quest’ultima cifra, ricordiamo che è compreso poi anche il ricavo del benzinaio, che indipendentemente dal costo finale del carburante è sempre pari a 4 centesimi per litro.
Una situazione simile vale anche per il gasolio e per il Gpl, per i quali cambia solo il valore dell’accisa, che è più basso e pari rispettivamente a 0,481 euro e 0,125 euro, ragion per cui alla pompa questi due prodotti ci costano meno.
Una situazione di disagio per i consumatori che ormai si trascina da lungo tempo. “La benzina purtroppo presenta quello che in gergo si definisce un consumo anelastico” spiega Carlo Rienzi, presidente del Codacons “ossia all’aumento del suo prezzo non diminuisce il consumo, perché la gente ha bisogno comunque di continuare a spostarsi. È ovvio dunque che per lo Stato i carburanti siano diventati il modo più semplice per fare cassa, riuscendo allo stesso tempo a fare la gioia dei petrolieri”.
Il vero problema è dunque, come più volte ribadito, rappresentato dall’accisa. “Ormai circa il 60% del prezzo finale” continua Rienzi “è rappresentato da imposte. Una situazione già di per sé intollerabile, aggravata dal fatto che si tratta di tasse che si vanno accumulando nel tempo e che una volta introdotte non vengono tolte ma diventano parte integrante del prezzo stesso. Mi riferisco alle accise introdotte per la guerra in Abissinia, per i terremoti, per le missioni militari fino alle ultime alluvioni”

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