Benzina libera anche nei centri commerciali
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fonte:
- Italia Sera
I benzinai hanno proclamato uno sciopero di 48 ore annunciando che il calendario della serrata sarà deciso lunedì prossimo. L?annuncio precede di poche ore una presa di posizione dell?Antitrust che per ridurre i prezzi dei carburanti raccomanda la vendita in ipermercati, orari liberi e maggiore pubblicità. Proprio i cardini della liberalizzazione cui i gestori degli impianti di distribuzione si oppongono. La segnalazione dell?Antitrust a Parlamento, governo e Regioni chiede di allargare la rete distributiva: ?Rimuovere tutti i vincoli che bloccano l?evoluzione del mercato della distribuzione dei carburanti per aumentare la competitività del settore e ridurre il prezzo industriale, in Italia costantemente più elevato della media di 15 paesi UE?. L?Autorità sottolinea che, nonostante la necessità di ristrutturare e modernizzare la rete di distribuzione dei carburanti sia da tempo enunciata quale priorità degli interventi del legislatore nel settore, i progressi ottenuti sono stati insufficienti. Dai 39.000 punti vendita del 1980 si è arrivati agli attuali 25.000, numero comunque particolarmente elevato. L?erogato medio per impianto è notevolmente inferiore alla media europea, solo una esigua percentuale di distributori è dotata di impianti self-service mentre si registra una presenza del tutto marginale degli operatori della Grande Distribuzione Organizzata (GDO). Dal canto loro, i benzinai sono sul piede di guerra. La serrata è stata annunciata al termine dell?incontro al Ministero per lo sviluppo economico sulla ristrutturazione della rete che i gestori hanno abbandonato dopo ?aver preso atto dell?assenza del ministro Bersani e del suo consigliere per l?energia Umberto Carpi?. L?agitazione – spiegano i rappresentanti dei gestori all?uscita del ministero – è legata ai timori sulla strategia del governo in materia di rete di distribuzione e all?ipotesi della presentazione di un prossimo provvedimento da parte del ministro Bersani senza il confronto con la categoria. E sullo sciopero si scagliano le associazioni dei cunsumatori: ?La decisione dei distributori di carburante di proclamare lo sciopero degli impianti è cosa grave?, sostengono Elio Lannutti, presidente dell?Adusbef e Rosario Trefiletti, presidente della Federconsumatori. ?Nel nostro Paese non appena si tenta di razionalizzare un settore che comporta ricche prebende a chi detiene la proprietà, scattano immediatamente reazioni incontrollate?. Secondo i presidenti delle due associazioni i benzinai italiani hanno una bassa produttività? se comparati ai colleghi europei. I loro ricchi guadagni – dicono – sono dovuti a quella che definiscono ?la doppia velocità? del prezzo dei carburanti?. L?erogato medio nei distributori italiani è pari a 1.634 metri cubi annui, circa la metà rispetto a Francia, Germania e Inghilterra. ?Questo – sostengono Lannutti e Trefiletti – comporta una ricaduta negativa sui costi di distribuzione e sul prezzo finale della benzina, che si traduce in aggravi per i cittadini di 8 centesimi a litro, pari a 96 euro all?anno?. ?Se si analizzano i tempi delle variazioni del costo del petrolio con quelli dei prezzi della benzina – proseguono – ci si accorge degli ingenti guadagni di petrolieri e distributori?. Adusbef e Federconsumatori apprezzano l?intervento del ministro dello Sviluppo Economico Bersani e auspicano una pronta apertura della vendita dei carburanti nei grandi centri commerciali, così come avviene in Francia ed in Germania. I benefici diretti e indiretti sarebbero visibili per l?intero sistema-Paese. Le associazioni calcolano risparmi diretti per 200 euro annui, e indiretti per altri 168.Su questo c?è da registrare anche una dura presa di posizione del Codacons: ?Chiederemo la revoca dell?autorizzazione alla vendita dei carburanti nei confronti di quei gestori che chiuderanno i battenti – afferma il Presidente Codacons, Carlo Rienzi – e denunceremo gli stessi alla magistratura per interruzione di pubblico servizio, considerato che i distributori di benzina sono da considerarsi imprese e non singoli lavoratori, per cui eventuali serrate sarebbero vietate?. Secondo Rienzi la protesta è sbagliata sotto tutti i punti di vista. ?La vendita dei carburanti presso la grande distribuzione – dice – è un diritto per i cittadini e un incentivo alla concorrenza, e consentirebbe risparmi di 7 centesimi di euro a litro?.
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