20 Gennaio 2007

Benzina, l`Antitrust boccia la rivolta dei gestori

Benzina, l`Antitrust boccia la rivolta dei gestori
I consumatori premono su Bersani: “Con le aperture risparmi pari a 100 euro l`anno“. Il Codacons: “Eliminare le vecchie tasse“

Liberalizzazione del mercato dei carburanti e serrata dei benzinai. Il braccio di ferro che ha come posta in palio una modernizzazione di un settore in cui l`Italia è ampiamente indietro rispetto agli altri Paesi dell`Unione, mette in luce le debolezze che anche su questo fronte i cittadini italiani devono scontare. Il Codacons per esempio spiega come tagliando il prezzo della benzina, di almeno 0,42 euro al litro i risparmi in un anno per le famiglie sono stimati in 650 euro. Ma non è solo “colpa“ di sceicchi, petrolieri o gestori: sul prezzo finale del carburante gravano tasse che risalgono addirittura al 1935. Per ridurre il prezzo del carburante “basta realizzare -spiega il Codacons- attraverso appositi decreti amministrativi, alcune misure che investono sia il piano fiscale, che quello della concorrenza“.In particolare, su ogni litro di carburante pesano 1,9 lire per la guerra in Abissinia (1935); 14 lire per la crisi di Suez (1956); 10 lire sia per il disastro del Vajont (1963), sia per l`alluvione di Firenze (1966) che per il terremoto del Belice (1968). Il terremoto del Friuli (1976) pesa per 99 lire su un litro di carburante, mentre quello dell`Irpinia (1980) per 75 lire. La missione in Libano (1983) aggiunge 205 lire al prezzo finale del carburante, mentre quella in Bosnia 22 lire.All`arrivo dell`euro, 2,15 centesimi sono stati introdotti dall`esecutivo nel 2001 per “il ripristino delle 50 lire tolte dal governo precedente che servivano a calmierare il prezzo del carburante“.Un prelievo grottesco che nulla toglie però alla gravità dell serrata dei benzinai. “Una reazione eccessiva“ è il commento del presidente dell`Antitrust, Antonio Catricalà.Quella attuale, ha spiegato Catricalà, non è una situazione facile da gestire dal punto di vista della concorrenza: l`intero settore va modernizzato. Una prospettiva peraltro non nuova, nel senso che se ne parla da tempo anche perchè i prezzi praticati in Italia sono “tra i più alti d`Europa: effettivamente -ha aggiunto il presidente dell`Authority- quando il prezzo del petrolio scende la benzina tarda ad adeguarsi, mentre quando sale lo riscontriamo subito“ negli impianti.“Abbiamo necessità di intervenire in qualche modo“, anche perché negli altri settori dove c`è stata liberalizzazione c`è stata anche, ha insistito Catricalà, una “crescita del reddito pro-capite. Non vedo perché il settore della benzina debba essere differente dagli altri“.Il 1. dicembre, affermano le associazioni dei consumatori, “il prezzo di un barile di Brent era di 64,44 dollari, mentre il prezzo della benzina era fissato a 1,234 euro e quello del gasolio a 1,133 euro. Oggi, a tasso di cambio euro-dollaro sostanzialmente invariato (1,290), un barile di Brent è sotto i 50 dollari, con un ribasso del 22,41\%, ma il prezzo della benzina, fissato a 1,213 euro a litro, ha avuto un irrilevante ribasso dell`1,70\%; quello del gasolio da autotrazione, secondo il sito del ministero dello Sviluppo Economico, è imposto oggi ad 1,090 euro in media, ha avuto un calo del 3,09\%.

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