24 Febbraio 2007

Benzina, l`Agip torna ad alzare i prezzi

I consumatori decisi a rivolgersi all`Antitrust. Preoccupazioni condivise dai gestori: “Era il momento meno opportuno“
Benzina, l`Agip torna ad alzare i prezzi
Il ministro Bersani interviene: “Manovra inusuale“. Rischio di rincari di altre compagnie



Roma. La benzina imbocca di nuovo la strada dei rialzi e Bersani sembra deciso a non restare a guardare. A riaprire i giochi è Agip, con una decisione che ha suscitato la reazione dei consumatori Ma, questa volta, tra i primi a entrare in campo c`è lo stesso ministro per lo Sviluppo economico, che parla di “manovra inusuale“, invita la compagnia a dare spiegazioni e avverte che il “governo ha la bocca per parlare e la userà“. Sorpresi dell`aumento anche i gestori, convinti che non fosse il momento più opportuno per una scelta di questo tipo ed alla quale – mettono in guardia – “tutte le compagnie si allineeranno“. Tanto che la Cisl, per voce dello stesso leader Raffaele Bonanni, parla di un effetto “cartello“ e chiede al nuovo Esecutivo di intervenire. Il ritocco ai listini varato dalla compagnia petrolifera dell`Eni porta la verde a 1,238 euro al litro e il diesel a 1,118. A conti fatti, in un mese la benzina è salita di 2,5 centesimi. Tradotto: circa 2 euro in più per il pieno di un`auto di cilidrata medio-alta. Un rifornimento completo passa a 62 euro, contro i circa 60 della fine di gennaio scorso. E i consumatori sono già sul piede di guerra. Il Codacons parla di “comportamento vergognoso“ e fa sapere di aver inviato una segnalazione all`Antitrust che già ha aperto un`istruttoria su 9 compagnie petrolifere. Ma anche alla Procura di Roma. A spingere sul fronte dei rincari ci sarebbe comunque la ripresa delle quotazioni dell`oro nero. Ieri al mercato di Londra il Brent è salito a 61,40 dollari al barile mentre a New York si sono toccati i 61,49. Bersani, che poco più di un mese fa segnalò all`Antitrust “presunte anomalie di prezzo“, ritiene comunque strani i nuovi aumenti. “Le compagnie – ha aggiunto il ministro – devono comprendere che se pur il governo non ha possibilità alcuna di intervenire sui prezzi del carburante, ha tuttavia gli occhi per vedere e la bocca per parlare e li userà“. Non è stato più morbido il suo braccio destro per il settore energia, Umberto Carpi. “Non vorrei che ci si approfittasse dello stato di crisi politica per lucrare“, ha detto parlando di un “aumento inopinato“, il cui valore generale è di circa “circa 250 milioni di euro, rapportato all`erogato Agip“. Ora il “timore è che anche le altre compagnie possano adeguarsi e rialzare i prezzi“. Una previsione condivisa dai gestori. Le organizzazioni di categoria osservano che “questo era il momento meno opportuno“ per varare il ritocco.

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