27 Ottobre 2009

Benzina, la rabbia dei consumatori

Il barile scivola sotto gli 80 dollari ma per gli automobilisti le tariffe continuano a salire
 

 
 Coro di protesta tra le associazioni dei consumatori dopo l’ennesima ondata di rincari per il prezzo della benzina e del gasolio. Un’ascesa che fa a pugni con il prezzo del barile, sceso a 78,62 dollari. «Indignazione, sconcerto, scandalo». Sono questi i termini usati dalle associazioni dei consumatori per tornare all’attacco sul tema del prezzo della benzina: i nuovi rialzi «indignano» e sono ingiustificati visto che, dicono i consumatori, le quotazioni del petrolio sono in diminuzione. Il petrolio, infatti, anche ieri ha viaggiato sotto quota 80 dollari sui mercati internazionali, chiudendo a New York a 78,62% -2,3%. Al distributore invece Erg, Esso e Q8 hanno ritoccato all’insù i listini. E la polemica sul caro-benzina torna a tenere banco. RIALZI Secondo le rilevazioni quotidiane di Staffetta Quotidiana, infatti, nel weekend Esso ha aumentato di 3 millesimi il prezzo di benzina verde e gasolio. Rialzi più significativi da parte di Erg e Q8 (tra i 6 e i 10 millesimi). I prezzi della benzina applicati da Agip, Total e Tamoil sono invece al di sotto di 1,32 euro al litro. AUMENTI INGIUSTIFICATI Adusbef e Federconsumatori parlano di aumenti ingiustificati: «è scandaloso – sostengono le due associazioni dei consumatori – che tali aumenti si registrino nel momento in cui c’è una maggiore valutazione dell’euro sul dollaro, nonchè un calo del prezzo internazionale del petrolio. Questioni che», concludo le due associazioni, «dovrebbero determinare non aumenti, bensì riduzioni».  IL PAESE PIÙ CARO Il Codacons, intanto, valuta in 80-120 euro l’anno la maggior spesa che gli automobilisti dovranno affrontare a causa dei rialzi. E sottolinea: «L’Italia è ai primi posti della classifica europea sul fronte del caro benzina». Secondo i rilievi dell’associazione, infatti, in Italia un litro di verde costa molto di più rispetto al prezzo di 1,229 euro applicato in Francia, all’1,302 della Germania, all’1,072 in Austria e a 0,873 euro al litro in Romania. I consumatori chiedono dunque al Governo «quali misure intenda adottare in favore dei cittadini italiani, i più penalizzati». PETROLIO Sul fronte degli scambi internazionali del petrolio, intanto, il presidente dell’Autorità per l’Energia, Alessandro Ortis, rileva che «quello del petrolio non è un mercato, al massimo un settore, una piattaforma». Per il presidente dell’Authority l’Europa deve «intervenire, svegliando l’Agenzia internazione per l’energia e stabilendo nuovi rapporti con i Paesi produttori».

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