11 Settembre 2010

Benzina, la Figisc: in arrivo nuovi aumenti fino 1 cent

ROMA. I prezzi dei carburanti sulla rete italiana dovrebbero registrare «nei prossimi giorni ancora aumenti da 0,5 a 1 centesimo per litro». E’ la previsione della Figisc Confcommercio, associazione di categoria dei gestori degli impianti di distribuzione. «Non tutte le compagnie hanno ancora adeguato il prezzo agli aumenti internazionali» spiega il presidente, Luca Squeri in un comunicato, sottolineando come «il trasferimento degli aumenti» dal prezzo del petrolio a quello dei carburanti alla pompa sia stato «effettuato in misura inferiore». A livello europeo, precisa ancora il presidente Figisc, «in una classifica decrescente dal prezzo più caro a quello meno caro», l’ Italia si colloca al nono posto per il prezzo della benzina e al settimo per quello del gasolio. I nuovi aumenti del prezzo dei carburanti sulla rete italiana sono «del tutto ingiustificati», secondo Federconsumatori e Adusbef. «Confrontando gli stessi prezzi con i periodi in cui il petrolio si attestava agli stessi livelli attuali, e ovviamente tenendo conto dell’ andamento del cambio Euro-Dollaro – scrivono le due associazioni in una nota – emerge che oggi la benzina dovrebbe costare almeno 6-7 centesimi in meno rispetto a quanto viene venduta». Gli aumenti, sottolineano ancora, continuano a determinare «pesanti ricadute» sui consumatori: «84 Euro annui per costi diretti e circa 63 Euro per costi indiretti, pari a 147 Euro complessivi per ogni automobilista». Una situazione che le famiglie non riescono «più a sopportare». Per questo, concludono Federconsumatori e Adusbef, è urgente «un intervento concreto» che imponga l’ applicazione delle misure relative «alla Commissione istituzionale di controllo sulla doppia velocità ed al blocco settimanale degli aumenti», ed è «indispensabile» avviare «la liberalizzazione della rete di distribuzione, con l’ apertura della vendita presso la grande distribuzione, che consentirebbe risparmi si 8-9 centesimi al litro come per le cosiddette pompe bianche». Gli aumenti dei prezzi dei carburanti sulla rete italiana registrati in queste ore sono «inaccettabili» e «potrebbero essere frutto di mera speculazione sulle spalle degli automobilisti». Lo dichiara in una nota il Codacons, sottolineando come il rincaro avvenga «proprio pochi giorni prima della serrata dei distributori, che si protrarrà per 3 giorni dal 15 al 17 settembre», penalizzando chi decidesse di fare il pieno in vista dello sciopero.

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