Benzina, l’ Antitrust richiama: «Più spazio alla concorrenza»
ROMA Benzina meno cara dove è possibile lasciare libero spazio alla concorrenza. Bastano poco più di 2000 pompe bianche e 82 punti vendita della grande distribuzione organizzata per portare risparmi fino a 13 centesimi per litro di benzina. Lo evidenzia un’ indagine Antitrust che chiede di rafforzare le potenzialità dei nuovi entranti, in grado di rompere l’ assetto oligopolistico. Nulla di sorprendente, ribattono alcune associazioni di categoria, ma se c’ è stato bisogno di un’ indagine dell’ Antitrust per metterlo nero su bianco e soprattutto per chiedere che venga rafforzato l’ orientamento a una liberalizzazione della rete qualche ostacolo ancora rimane. Ancora ad inizio 2011, segnala il Garante per il mercato, esisteva un panorama di interazione tra gli operatori integrati nel quale i soggetti più efficienti (Eni ed Esso su tutti) non spingevano la competizione fino a livelli che avrebbero minacciato di far uscire i concorrenti dal mercato. Le sette società petrolifere attive a livello nazionale sembravano ancora nel 2011 presentarsi sul mercato come soggetti nella sostanza allineati, a danno degli utenti. Se petrolieri ed esercenti minimizzano l’ importanza dei risultati dell’ indagine, decisamente di tono diverso sono i commenti delle associazioni dei consumatori. Per il Codacons, ad esempio, con pompe bianche e Gdo si possono risparmiare 156 euro su base annua.
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