Benzina inarrestabile, raffica di rincari nel fine settimana
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fonte:
- Il Tempo
Era nell’ aria. Dopo che negli ultimi giorni il prezzo della «verde» è tornato sopra quota 1,865, era prevedibile che le cose potessero solo peggiorare. Così per gli automobilisti italiani si preannuncia un weekend «rovente» Eni ha infatti aumentato i prezzi raccomandati di «verde» e diesel di 1,5 centesimi euro/litro (come pure il gpl) e soltanto Esso, finora, si è accodata con +0,5 centesimi sulla benzina. Prevedibile dunque il ripetersi del copione che sconta l’ intervento al rialzo anche di tutti gli altri operatori. Mercoledì del resto i mercati internazionali hanno registrato il rafforzamento della tendenza rialzista, specie sulla benzina (tornata oltre i 1.000 dollari/tonnellata), nel più generale panorama di rincaro dei prezzi petroliferi. Prezzi praticati sul territorio intanto in rapida ascesa, comprese le no-logo. Medie nazionali della benzina e del diesel rispettivamente a 1,828 e 1,732 euro/litro (gpl a 0,781). Le punte in alcune aree del Paese adesso sono tornate al livello di 1,865 euro/litro per la «verde», a 1,748 per il diesel e 0,815 per il gpl. La situazione più nel dettaglio a livello Paese (sempre in modalità «servito»), secondo quanto risulta in un campione di stazioni di servizio che rappresenta la situazione nazionale per Check-Up prezzi Qe, vede il prezzo medio praticato della benzina che va dall’ 1,809 euro/litro di Eni all’ 1,827 di Tamoil (no-logo a 1,708). Per il diesel si passa dall’ 1,711 euro/litro sempre di Eni all’ 1,729 di Tamoil (no-logo a 1,592). Il gpl infine è tra 0,763 euro/litro di Shell e 0,776 ancora di Tamoil (no-logo a 0,725). La spiegazione ufficiale è legata al cosiddetto «effetto-Egitto», ma il Codacons, dopo i primi aumenti, aveva già parlato di «aumenti ingiustificati». Così, ieri, è arrivata la replica del presidente dell’ Unione Petrolifera, Alessandro Gilotti: «Credo che non ci sia motivo per parlare di aumenti ingiustificati come hanno fatto alcune associazioni di consumatori. I prezzi dei carburanti in Italia seguono l’ evoluzione dei mercati internazionali di riferimento e di quelli europei in particolare, tornati a crescere nell’ ultima settimana per un totale di oltre 3 centesimi euro/litro, a causa delle tensioni internazionali, e per un deciso deprezzamento dell’ euro nei confronti del dollaro che da solo vale 1,2 centesimi». «Tale situazione – ha aggiunto – è peraltro confermata dall’ ultima rilevazione della Commissione europea relativa all’ andamento del differenziale tra il prezzo industriale italiano e quello europeo, il cosiddetto “stacco Italia”, che è risultato in calo, seppure lieve, e che si mantiene su livelli molto bassi, evidenziando il sostanziale allineamento del nostro prezzo industriale (al netto delle tasse) con quello degli altri paesi europei.
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