16 Marzo 2012

Benzina inarrestabile crollano i consumi

Benzina inarrestabile crollano i consumi

ROMADi record in record la benzina vola verso la fatidica soglia dei 2 euro, già toccata in qualche area del Paese. Si tratta di prezzi sempre meno sostenibili per le famiglie italiane alle prese con la crisi e infatti i consumi, nei primi due mesi dell’ anno, crollano del 10% mentre la spesa continua ad aumentare (+11%). A fare il pieno è il fisco, che con Iva e accise incassa a gennaio e febbraio il 20% in più rispetto allo stesso periodo del 2011. L’ aggiornamento quotidiano dei listini assegna alla rete Shell la palma dei distributori più cari: con un aumento di 0,5 centesimi al litro, infatti, la verde del marchio della conchiglia è arrivata al nuovo record di 1,880 euro al litro, mentre il diesel viaggia a 1,785 euro al litro. La soglia dei 2 euro, già toccata in alcune zone d’ Italia, è dunque a un passo. Con prezzi a questo livello è evidente che gli italiani cercano soluzioni alternative per muoversi, riscoprono i mezzi pubblici e tirano fuori le biciclette dalle cantine. A dimostrarlo sono i consumi: secondo le rilevazioni dell’ Unione petrolifera e del ministero dello Sviluppo economico, nei primi due mesi dell’ anno la contrazione di benzina e gasolio è stata del 9,6%. La spesa, tuttavia, non accenna a diminuire, anzi: secondo calcoli del Centro Studi Promotor sempre nei primi due mesi è cresciuta dell’ 11,1%, superando i 10 miliardi di euro. A fare il pieno, oltre all’ industria petrolifera, è stato dunque il fisco, con un carico di imposte di 5,5 miliardi, in crescita del 19,8% rispetto al 2011. Il Codacons chiede allora l’ intervento del Governo: «Il premier Monti e i ministri economici – osserva l’ associazione dei consumatori – devono urgentemente tagliare le accise che gravano sui carburanti, unica possibilità per determinare un sensibile calo dei listini alla pompa». Si rivolge a Palazzo Chigi anche la Faib Confesercenti, secondo cui «diventa sempre più necessario un doppio intervento del Governo finalizzato all’ introduzione dell’ accise mobile e della sterilizzazione dell’ iva da un lato e dall’ altro all’ accelerazione delle procedure per la realizzazione del mercato all’ ingrosso previsto dal recente decreto sulle liberalizzazioni per bloccare la speculazione». (g.z.)

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