11 Aprile 2005

Benzina, in sette giorni pieno più caro di 2,5 euro

Benzina, in sette giorni pieno più caro di 2,5 euro

La verde è passata da 1,199 a 1,249 al litro mentre il gasolio è salito da 1,088 a 1,138

Roma I prezzi dei carburanti sono alle stelle e per un pieno di un`auto di medio-grande cilindrata gli automobilisti italiani, solo nell`ultima settimana, hanno dovuto mettere in conto circa 2,5 euro in più. Vale a dire 5 mila lire del vecchio conio. Un litro di verde è passata infatti, nella gran parte dei distributori italiani, da 1,199 euro a 1,249 euro mentre un litro di diesel è rincarato da 1,088 a 1,138 euro al litro. E, mentre i consumatori del Codacons annunciano uno sciopero dei consumi «se non si troveranno soluzioni», i riflettori si puntano sul Governo. Da più parti si torna infatti ad auspicare una mossa dell`esecutivo per contenere l`emergenza caro-carburanti che, se non dovesse rientrare, rischia di pesare non solo sulle tasche degli automobilisti, ma sull`intera economia. A cominciare dall`inflazione considerando che un aumento, su base mensile, di di 0,036 euro dei prezzi al consumo al litro è in grado di muovere – secondo gli esperti – l`indice sui prezzi dello 0,1%.
Di certo c`è comunque che in base al meccanismo di aumento dell`Iva all`aumentare dei prezzi della materia prima, il gettito dai carburanti per le casse dello Stato aumenta. Un dato che spinge da più parti – consumatori e sindacati in prima linea – a rilanciare lo strumento fiscale come chiave per affrontare l`emergenza, senza peraltro incidere sulle entrate. E, anche dai gestori che proprio nelle scorse settimane hanno preannunciato la possibilità di una loro serrata contro il caro pieno, arriva lo stesso invito.
Roberto di Vincenzo, segretario generale della Fegica-Cisl – una delle tre organizzazioni sindacali dei benzinai – rilancia così l`ipotesi di un «accisa mobile»: di un meccanismo cioè in grado di ammortizzare con l`accisa gli aumenti dell`Iva derivanti dall`aumento della materia prima (l`iva si applica alla somma tra il prezzo industriale e l`accisa e varia, in aumento o diminuzione, quindi all`aumentare di una delle due voci). Un intervento che non inciderebbe direttamente sull`Iva per la quale ci sono vincoli comunitari – ricorda lo stesso Di Vincenzo – e che non avrebbe impatti sul «gettito» ma il solo «pregio di calmierare i prezzi al consumo dei carburanti», contribuendo anche al contenimento dell`inflazione.
Intanto l`Italia a quattro ruote si prepara al sorpasso delle auto a gasolio su quelle a benzina. Il superamento del parco circolante a benzina da parte di quello diesel è infatti previsto tra 15 anni, nel 2020, quando – si legge nelle nuove previsioni dell`Unione Petrolifera Italiana – le vetture a verde scenderanno a quota 13,850 milioni di unità contro una crescita a 14,1 milioni di quelle a gasolio.
Le auto a benzina, che già sono da tempo in minoranza rispetto a quelle diesel (oltre il 60%) nelle nuove immatricolazioni, «dovrebbero calare a ritmi ancor più sostenuti di quanto prima previsto: a 18,5 milioni nel 2010 e a 15,7 milioni nel 2015».

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