10 Marzo 2011

Benzina, in campo “Mr Prezzi”

Benzina, in campo "Mr Prezzi"
 

ROMAI prezzi della benzina restano a livelli record, mentre anche il petrolio, che negli ultimi due giorni aveva tirato il fiato, riprende a correre sulle piazze internazionali. E così il ministro dello Sviluppo economico, Paolo Romani convoca per domani la Commissione Tecnica di valutazione delle dinamiche dei prezzi dei carburanti: per studiare «i possibili interventi congiunturali e strutturali da adottare». Una prima istruttoria tecnica è stata peraltro già svolta da parte di Mr Prezzi. Secondo la consueta analisi di Staffetta Quotidiana, sul mercato nazionale i prezzi si sono allineati al rialzo verso il record di 1,578 euro al litro, con gli ultimi movimenti di Q8 (+1 cent su entrambi i prodotti) e TotalErg (+0,7 cent sulla benzina). Al Sud, ancora una volta, i prezzi sono più alti, con la benzina in Campania a 1,616 euro e il gasolio in Sicilia a 1,497 euro. Rincari continui che spingono consumatori e sindacati a continuare il loro pressing per un rapido intervento fiscale, visto che il peso di Iva e accise sul prezzo finale dei carburanti si aggira tra il 50% e il 60%. Alla Cisl, già scesa in campo più volte anche direttamente per bocca del segretario generale Raffaele Bonanni, ieri si è aggiunto infatti anche la Uil, mentre il Codacons promette una «marcia» di protesta da organizzare a Roma. Le richieste non restano però del tutto inascoltate. A schierarsi a favore di un taglio delle accise è infatti anche Mr Prezzi, Roberto Sambuco: «Qualora fosse confermato il trend al rialzo dei prezzi dei carburanti sarà necessario pensare ad interventi mirati di congelamento temporaneo dell’ accisa», ha ammesso. Si vedrà domani, anche se Romani pensa invece a interventi più strutturali che però, sempre annunciati, sono al momento rimasti ancora nel cassetto. Secondo Romani, occorre agire sull’ estensione dei self service, che in Italia «sono minoritari rispetto al servito, mentre nel resto dei Paesi europei c’ è un 80/90% di self». E’ lì, secondo lui, che si può intervenire «per eliminare quei 16-17 cent in più». Per agire bisogna però superare gli interessi «corporativi»: «I distributori dicono sì, potremmo fare il self, ma fateci fare il non oil con la rivendita per esempio di tabacchi: a quel punto però – ha sottolineato – ci si scontra con gli interessi dei tabaccai».

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