Benzina, il prezzo schizza a 1,63 euro Ecco la mappa per risparmiare
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fonte:
- Il Mattino di Padova
Il costo della benzina continua a salire, mettendo in grande difficoltà le famiglie padovane. Secondo l’Osservatorio prezzi benzina del Ministero dello Svilippo economico, che aggiorna costantemente i prezzi dei distributori di ogni provincia, ieri (25 settembre) il prezzo più economico per la benzina self service in città è stato quello della San Marco Petroli di via del Plebiscito con 1,619 euro al litro, mentre quello più caro è stato l’Eni di via Canaletta con 1,689 euro a litro. In Provincia il distributore più economico della benzina self service è stato registrato dall’Osservatorio del ministero a 1,639 alla San Marco di Borgoricco, in via Desman;e quello più caro, 1, 668 euro, sempre allo stesso marchio ma di Loreggia, in via San Pio X. I RINCARI Dunque il prezzo medio della benzina è di 1,63 euro a litro e da settimane è oltre quota 1,6 euro. Non era mai stato così alto da ottobre 2018. Infatti, secondo le rilevazioni settimanali del Mise, la verde in Italia passa il tetto di 1,6 euro al litro e costa 1,670 (con una crescita del +20,3% rispetto al 2020). In costante aumento anche il prezzo medio del gasolio, che sfonda il tetto di 1,5 euro al litro, con un prezzo medio pari a 1,516 euro/litro. Rispetto al 2020 si spendono 14 euro in più per un pieno di benzina e 12,5 euro per uno di diesel. TASSE E ACCISE Tasse, Iva e accise – da sempre spina nel fianco degli automobilisti – pesano per oltre 1 euro sul prezzo finale.E gli aumenti non accennano a stabilizzarsi. La ragione principale è il rincaro del prezzo del petrolio che, tradotta in bilanci familiari, significa più 308 euro a famiglia, con una stangata nazionale di 8 miliardi di euro. Secondo le rilevazioni Assoutenti, associazione specializzata nel settore dei trasporti, ed il Codacons oggi un litro di benzina costa 20,3% in più rispetto allo stesso periodo del 2020, mentre per il gasolio si paga il 19,6% in più. Una famiglia media paga oltre 300 euro annui (che diventano oltre 250 euro per le auto diesel) per fare rifornimento di carburante. All’anno perciò in totale in Italia si spendono oltre 8,2 miliardi di euro solo per i maggiori costi di rifornimento sostenuti dalle famiglie a causa dei rialzi dei listini alla pompa. IL COSTO DEL PETROLIO «Gli aumenti, come noto, dipendono da molte ragioni» spiega Antonio Belluco, responsabile del settore Ascom Confcommercio, «la prima è l’aumento del petrolio, ma anche quello delle materie prime in generale. Da noi vengono a fare il pieno molti autotrasportatori e ci confermano che c’è poco lavoro perché non hanno merci da trasportare. Dal nostro osservatorio quotidiano questo si traduce in meno soldi in tasca delle persone e dunque meno pieni di benzina. La gente consuma meno, in particolare cominciamo a soffrire durante il fine settimana: sabato e domenica il consumo di benzina è notevolmente diminuito, circa del 20%. Se durante la settimana le persone devono andare a lavoro e non possono scegliere di lasciare a casa l’auto, il week end la scelta è altrettanto obbligata dalla mancanza di disponibilità economica». GLI EFFETTI Le conseguenze evidentemente sono anche a lungo termine: «Ci sono poi gli effetti indiretti che già iniziano a farsi sentire sulle tasche degli italiani – continua Belluco – dall’aumento dei prezzi al dettaglio per una moltitudine di prodotti ai pesanti rincari delle tariffe luce e gas che si attendono dal mese prossimo. E anche l’industria va incontro a maggiori costi di produzione che vengono inevitabilmente scaricati sui consumatori. Per quanto riguarda il carburante, non dimentichiamo che Iva e accise:i prezzi della benzina e del diesel al netto delle tasse risulta più basso in Italia di 3, 5 centesimi, su ogni litro di benzina acquistato, 1, 016 euro se ne va in tasse perché Iva e accise pesano per il 63,6% sulla benzina e per il 60, 4% sul gasolio».
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