18 Dicembre 2015

Benzina, il prezzo più basso dal 2010

Benzina, il prezzo più basso dal 2010

Come San Paolo sulla via di Damasco e John Belushi nei Blues Brothers anche gli automobilisti vicentini l’ altro ieri hanno visto la luce. Quella dei tabelloni luminosi dei distributori dove la benzina verde sfiorava 1,350 euro al litro e il gasolio in alcune pompe è finito addirittura sotto il mitico limite di 1,2. Bastano due dati per capire che per i serbatoi di fine 2015 è una vera rivoluzione: due anni fa la verde viaggiava su 1,72 euro al litro e il gasolio 1,65. O a inizio 2012 quando la benzina superava 1,80 al litro con punte un alcune pompe oltre i 2 euro e il gasolio 1,72. Piccolo calcolo: per fare un pieno di verde da 50 litri tre anni fa servivano 90 euro, oggi ne bastano 67. Risparmio: 22 euro. Che corrispondono a 16 litri, e se ipotizziamo 15 km con un litro sono altri 243 chilometri in più. Quasi la distanza tra Vicenza e Firenze “regalata”. Ieri in città erano almeno quattro i distributori più low cost. La benzina verde tra le meno care si trovava alla Esso di via Medici: 1.359 euro al litro (il gasolio però ancora sopra 1,2 con 1.209 euro al litro). Meglio ancora la Q8 di viale San Lazzaro con 1,349. Per rifornire i diesel spendendo meno si poteva scegliere sempre la Q8 di San Lazzaro, la Repsol sulla Postumia prima di Ospedaletto e la Te all’ inizio di viale Dal Verme poco dopo la rotatoria della Marosticana: tutte e tre vendevano il gasolio a 1,199. Se proprio si vuole esagerare ci si può spingere a Montecchio Maggiore dove alla Beyfin il gasolio costa 1,188. Tutti self comunque e alcuni solo da chiusi.Per trovare i prezzi più bassi bisogna andare tra Rovigo e Occhiobello, dove ci sono alcuni distributori indipendenti (Romanin, Bertelli, Conad) che vendono la benzina verde a 1,317 e 1,319 e il gasolio a 1,149 e 1,155. Tutto questo perché il prezzo del barile è precipitato: due anni fa era a 108 dollari, a novembre era sotto i 40 dollari. Anche se gli automobilisti sanno che i tre quarti del prezzo dei carburanti è dovuto alle tasse: su un litro di benzina verde che ad esempio costa 1,450 euro al litro, quasi un euro è per le accise (720 centesimi) e per l’ Iva (260 centesimi). Quindi il vero costo industriale della verde è di 450 centesimi. «Cosa resta a noi benzinai? Tra 1 e 3 centesimi…» dice Eugenio Volpato, presidente provinciale dei gestori di carburante Figisc-Confcommercio. E se ci si aspetta che con i prezzi così bassi siano ripartiti i consumi come succedeva una volta, niente da fare: «Si vede dai rifornimenti che facciamo a fine mese, che sono sempre ridotti – continua -. E visto che il consumo di carburante dà un po’ la misura della capacità di acquisto, vuol dire che la vera ripresa è ancora lontana». Secondo Volpato «tutti incitano alla liberalizzazione del settore, ma così non esistono più punti di riferimento. A parte le accise che restano l’ unico fattore stabile. Insomma i prezzi in calo a noi gestori non portano più soldi in questo momento, caso mai spendiamo un po’ meno per l’ acquisto del carburante in anticipo». Qualche mese fa il Governo aveva anche accennato a un possibile ritocco (verso l’ alto, ovviamente) delle accise. «Sì, poi si era fermato tutto. Magari a gennaio l’ argomento tornerà sul tavolo. E nonostante gli accordi nazionali il nostro margine resta ridotto all’ osso». Intanto il Codacons ha presentato un esposto alla Commissione europea e all’ Antitrust per capire come mai i carburanti in Italia costano più che nel resto d’ Europa. Con l’ eccezione del Regno Unito.o.
 

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