“Benzina, il prezzo è gonfiato del 30%“
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fonte:
- Il Mattino di Padova
I consumatori all`attacco contro il “cartello“ e il fisco Abbiamo calcolato quanto incide nel bilancio familiare: si arriva fino a 500 euro in più in un anno
PADOVA. Quanto costa agli automobilisti il “cartello“ sui prezzi della benzina attuato dalle 9 compagnie nel mirino dell`Antitrust? Almeno 500 euro l`anno, tra i 40 e i 50 euro il mese. Il calcolo porta la firma di Mara Bedin, di Federconsumatori-Cgil che corregge al rialzo le stime effettiate dall`Adiconsum nazionale che parla di un maggiore costo stimato in 150-200 euro. Una forbice difficile da spiegare, se non entrando nel dettaglio del costo della benzina, dove le accise dello Stato la fanno da padrone. Difficile però contestare le cifre ufficiali delle quotazioni del barile di petrolio e del prezzo della benzina: il brent ha raggiunto nell`agosto 2006 il top con 76,95 dollari con la benzina verde a quota 1,375 euro e in alcune pompe oltre 1,4 euro il litro. Il 22 gennaio scorso, il barile di brent è sceso 51,13 dollari e la benzina a 1,198 euro. Insomma, se il greggio ha subito una flessione di oltre il 30% nell`arco di 4 mesi, la benzina è scesa appena del 10%. Ecco perché l`Antitrust indaga. Ancora più emblematica la segnalazione effettuata dal Codacons alla procura della Repubblica di Roma: “Il 1º dicembre 2006 il prezzo di un barile di brent costava 64,4 dollari; la benzina 1,234 euro e il gasolio 1,113 euro: il 19 gennaio il barile di brent è sceso sotto i 50 dollari (-22,4%) mentre il prezzo della benzina pari a 1,213 euro è calato solo dell`1,70% e quello del gasolio del 3,09%“. Da qui l`esposto alla Procura, con la richiesta di risarcimento danni collettiva. Un`iniziativa clamorosa. Resta da stabilire quanto abbiano pagato in più gli automobilisti: 100-200 o 540 euro, come dice Mara Bedin? Il calcolo non può essere che soggettivo, legato cioè al numero di km percorsi con l`auto: e allora non resta che affidarsi alle medie. Con la consapevolezza che il “cartello“ dei prezzi attuato dalle 9 compagnie è di fatto in vigore dal 2004. “Finalmente interviene l`Antitrust, ora vogliamo che le compagnie rimborsino i soldi rubati ai consumatori e che il governo abbassi drasticamente le accise sui carburanti“, tuona Mara Bredin, leader della Federconsumatori-Cgil di Padova. Conti alla mano, l`importo “bruciato“ in più dagli automobilisti padovani emerge con chiarezza partendo dai litri di carburante che in media consuma ciascun automobilista al mese. Come sottolinea uno studio recente della Federconsumatori di Padova, il parco auto fra la città capoluogo e i 103 comuni della provincia è pari a circa 600 mila veicoli, ciascuno dei quali consuma una media fra i 100 e i 200 euro al mese per il tanto odiato pieno. Una cifra considerevole, che nell`arco dei 12 mesi dell`anno tocca come minimo i 1.200 per arrivare a un massimo di 2.400 euro per chi percorre oltre 20 mila km l`anno. “E` partendo da questo dato che si arriva a smascherare quanto sta costando ai consumatori il cartello delle compagnie“ dice Mara Bedin. Infatti basta qualche piccolo tocco di calcolatrice per scattare la fotografia del giro di affari che ruota attorno al mondo della benzina. Con il prezzo del barile di petrolio sceso del 30% e arrivato ai minimi storici degli ultimi due anni, la benzina e il gasolio avrebbero dovuto abbassare i rispettivi listini come logica conseguenza. E il “taglio“ del 30% alla pompa avrebbe portato la verde ben sotto la soglia di 1 euro. Il conto della Bedin è presto fatto: “Applicando il 30% di sconto, quei 150 euro di spesa media mensile si ridurrebbero a 105 facendo rimanere nelle tasche degli automobilisti 45 euro per un totale di 540 euro l`anno risparmiati“. Come guadagnare quasi un pieno ogni mese. Ma sulle possibili ripercussioni positive dell`indagine istruttoria aperta il 18 gennaio scorso dall`Antitrust pesa in maniera considerevole anche il comportamento rigido che il governo tiene sul fronte dei parametri delle accise. Su questo punto il numero uno dell`Adiconsum di Padova, Roberto Nardo, fa il pugno duro: “E` la fiscalità il vero macigno per il caro benzina. L`unica strada è modificare il mercato attuale slegando il monopolio delle compagnie petrolifere e aprendo alla grande distribuzione ma è soprattutto lo Stato a dover fare il primo passo, rivedendo al ribasso il parametro sul 60% delle accise che incide ignobilmente e ingiustificatamente sul prezzo della benzina alla pompa“.
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