3 Aprile 2010

Benzina, il governo convoca i petrolieri

 

ROMA – Sarà convocato subito dopo Pasqua, dunque probabilmente già la prossima settimana, il tavolo sui carburanti presso il ministero dello Sviluppo economico, coordinato dal sottosegretario Stefano Saglia, sulla riforma del sistema distributivo e il caro-benzina. L’ obiettivo, dopo le polemiche di questi giorni sui rincari a ridosso delle festività, peraltro negati ieri dai petrolieri, è un provvedimento legislativo entro aprile. Intanto il Garante per la Concorrenza, Antonio Catricalà, ha inviato una richiesta d’ informazioni a tutte le compagnie per comprendere se ci sono gli estremi per aprire un’ indagine, anche se l’ ultima, conclusasi nel 2007, non ha dato alcun esito. E proprio all’ Antitrust e a 104 procure, l’ associazione consumeristica Codacons ha presentato un esposto invocando l’ invio della Guardia di Finanza presso i distributori di carburanti per acquisire i documenti relativi ai rincari e disporre il sequestro delle pompe. Non viene esclusa peraltro una class action (azione collettiva, ndr) contro le compagnie da parte degli automobilisti, cui il Codacons chiede di conservare gli scontrini del pieno pasquale. Ma i petrolieri non ci stanno e accusano di «stillicidio» i consumatori, affermando che «i prezzi sono fermi ormai da alcuni giorni» e che comunque «sono legati agli andamenti delle corrispondenti quotazioni internazionali dei prodotti raffinati rilevati dall’ agenzia specializzata Platts che cambiano ogni giorno». Parla di «scandalo inesistente», la Figisc, associazione dei gestori, secondo cui l’ aumento della benzina da gennaio non è di 10 centesimi ma di 7,7, a fronte di un aumento del greggio dell’ 11,8%. Il quotidiano online «Staffetta quotidiana» sottolinea che il ritocco a 1,4 dell’ Agip risale a due settimane fa, ma aggiunge che c’ è stato negli ultimi giorni «qualche ritocco al rialzo di Tamoil, Total e Shell», come aveva scritto ieri il Corriere, sottolineando che le ultime modifiche avevano allineato tutti i gestori a livello dell’ Agip, cioè sopra 1,4 euro al litro, proprio in prossimità delle feste. Così come resta indiscutibile che l’ Italia è nella top ten europea dei prezzi al consumo della benzina verde. Secondo le rilevazioni del ministero dello Sviluppo economico, aggiornate al 29 marzo, la media dei prezzi in Italia è pari a 1,377 euro al litro, vale a dire 12 centesimi in più rispetto alla media europea, che si attesta a 1,257. L’ Italia si piazza così all’ ottavo posto, subito sopra alla Francia. La parola, al di là delle polemiche, passa adesso al governo. «Riunirò il tavolo principale – dice Saglia -, quello con le Regioni, le compagnie e i gestori, dopo Pasqua per definire il percorso che potrebbe portare a un provvedimento di legge entro aprile». Un decreto? «Non è detto – risponde – potremmo anche usare il veicolo della Legge sulla Concorrenza che è quasi pronto. Questo per le modifiche, come la riduzione dei punti vendita da concordare con le Regioni e l’ aumento di quelli automatici, la riforma del mercato all’ ingrosso, la liberalizzazione degli orari, l’ incremento della componente non-oil nella vendita al distributore, tutte cose che devono rientrare in una legge». Ci sono poi provvedimenti di tipo amministrativo, «che possono far parte di un protocollo d’ intesa da sottoscrivere tra le parti», si tratta di temi come la contrattualistica tra compagnie e gestori, le rilevazioni settimanali dei prezzi, l’ eliminazione dei millesimi dagli scontrini. Nell’ immediato, qualcosa potrebbe farla il soggetto pubblico in campo, l’ Agip: «E’ un fatto – dice Saglia – che quando l’ Agip, che ha il 35% del mercato, fa un prezzo le vanno dietro tutti, sia quando sale che quando scende». Un invito abbastanza esplicito affinché la compagnia pubblica guidi la corsa al ribasso.
 

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