24 Febbraio 2007

Benzina, il governo contro i rincari

Benzina, il governo contro i rincari
Agip Aumento di 0,025 al litro. Bersani: “Manovra inusuale, devono spiegare“ D
opo l`annuncio consumatori sul piede di guerra, segnalazioni all`Antitrust e alla Procura di Roma

ROMA – Tutti contro l`Agip e il suo aumento a sorpresa del prezzo dei carburanti. Protesta l`entourage del ministro Bersani, protesta il ministro stesso, protestano i consumatori che segnalano il caso all`Antitrust e alla Procura di Roma. Ma il dato di fatto non cambia: da ieri la benzina del marchio Eni costa 2,5 centesimi in più al litro, e 2 centesimi in più per il gasolio. Nella modalità “fai da te“, dunque il litro di benzina tocca quota 1,217 euro, mentre il diesel si ferma a 1,097( per chi si avvale del servizio i prezzi sono invece di 1,238 euro per la verde e 1,118 euro per il gasolio). Che fanno circa 2 euro in più per il pieno di un`auto di media cilindrata. Il deciso rialzo, tra l`altro, arriva proprio nello stesso giorno in qui la Erg annuncia un ribasso – in vigore da oggi – sui suoi carburanti: dopo il taglio dello 0,005 costeranno (in “fai da te“) 1,194 e 1,080 euro. Il che non fa che potenziare la polemica. “E` un bruttissimo segnale. Sono esterrefatto“ ha commentato Umberto Carpi, consigliere del ministro dello Sviluppo Economico Pierluigi Bersani per il settore petrolifero. “Mi sarei aspettato un maggiore senso di responsabilità nel momento in cui è in corso una crisi di governo e si è riusciti a mettere in moto un tavolo con i gestori sulla liberalizzazione del settore“. Subito dopo, a mettere le cose in chiaro, è stato lo stesso ministro: “Le compagnie devono comprendere che se pur il governo non ha possibilità alcuna di intervenire sui prezzi del carburante, ha tuttavia gli occhi per vedere e la bocca per parlare e li userà“ ha detto Bersani. “Vedremo se l`Agip riterrà di dare spiegazioni su una manovra così inusuale“. La compagnia ha risposto appellandosi al quadro internazionale. “Dal 16 gennaio ad oggi il mercato ha manifestato una tendenza al rialzo sia nel greggio che nei prodotti – ha detto Mario Taraborrelli, amministratore delegato di Agip – e come sempre lo abbiamo puntualmente seguito“. Anzi la compagnia, ha precisato, “ha sempre avuto un occhio di riguardo per le esigenze del consumatore“, visto che “non tutta la variazione è stata riversata“. Quanto all`Eni, Paolo Scaroni, amministratore delegato colloca il problema “nell`efficienza delle stazioni di servizio: se sono tante, vendono poco e solo benzina , fanno bassi margini. Sia come Agip che come Italia abbiamo ampi spazi di miglioramento“ ha detto. Spiegazioni queste che non hanno convinto né il sindacato, né i consumatori. “Gli aumenti sono ingiusti – ha detto Raffaele Bonanni, leader della Cisl – Che fine hanno fatto le denunce sul cartello? Quando vedremo allineati i prezzi del petrolio al barile con quello dei distributori?“. I consumatori del Codacons sono passati ai fatti e hanno segnalato il “comportamento vergognoso“ sia all`Antitrust – che ha avviato un`istruttoria su nove compagnie petrolifere – che alla Procura di Roma. E i gestori precisano: questo è “il momento meno opportuno per un rialzo“; il fatto che “un`azienda partecipata dallo Stato vari un rialzo mentre c`è un governo in difficoltà e proprio mentre comunica dati di bilancio stratosferici è un pungo in un occhio“.

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