30 Giugno 2011

Benzina, il contributo pro-immigrati fa volare il prezzo di verde e diesel

ROMA – La solidarietà costa, si sa. Stavolta a pagarla, certamente non in modo volontario, sono gli automobilisti. Per finanziare l’ emergenza immigrazione il governo ha deciso di aumentare di 4 centesimi al litro dall’ altro giorno (e per tutto il 2011) le accise su benzina e diesel. Immediato l’ effetto alla pompa: già ieri tutte le compagnie petrolifere hanno aumentato i prezzi raccomandati di verde e diesel di 4,8 centesimi al litro, con l’ eccezione Tamoil e TotalErg (aumentano rispettivamente di 4 e 3,8 centesimi). In media un prezzo di 1,59 al litro per la verde. E non finisce qui. Da domani scatterà anche l’ altro aumento delle accise, quillo previsto dalla fase due del decreto omnibus per finanziare il Fus, il fondo unico per lo spettacolo: +0,19 centesimi al litro che, c’ è da giurarci, lieviteranno ancora di più sui display delle colonnine di distribuzione dei carburanti. Un doppio aumento in tre giorni (guarda caso alla vigilia dei primi grandi esodi estivi) che si tradurranno in una stangata per gli automobilisti. Le associazioni dei consumatori già hanno pronti i loro calcoli. Secondo Adusbef e Federconsumatori considerato il doppio aumento delle accise (dal primo luglio l’ imposta arriverà a 61,3 cent litro, con un aumento di 6 centesimi al litro tra accise e Iva), i cittadini pagheranno rispetto all’ anno scorso per i propri pieni di benzina 488 euro in più tra costi diretti e indiretti. «Siamo all’ inverosimile», commentano le due associazioni, denunciando che la manovra in via di approvazione è una misura «rovinosa imposta dall’ aumento incredibile della tassazione sui carburanti». Meno catastrofici i calcoli di un’ altra associazione dei consumatori, il Codacons: la stangata sul pieno ad automobilista sarà di 57 euro all’ anno. Altrettanto duri i toni: «Una scelta sciagurata che viola la promessa elettorale di non aumentare le tasse e che colpisce indiscriminatamente i già tartassati automobilisti». «Il Governo – prosegue il Codacons – invece di contrastare i rialzi dei prezzi, vuole incentivare l’ inflazione, come dimostrano le decisioni di alzare l’ Iva di un punto e di aumentare le accise sui carburanti, che da sempre hanno un effetto moltiplicativo sui prezzi finali delle merci trasportate». L’ associazione ha calcolato che l’ aumento dell’ Iva per le aliquote più alte del 10 e del 20% si traduce in una tassa annua di 290 euro a famiglia. Secondo il monitoraggio di Quotidiano Energia, la verde ieri ha oscillato tra 1,576 euro al litro di Eni e 1,593 euro di Shell. Per il diesel invece si passa dall’ 1,455 euro di Eni all’ 1,479 euro di Shell. Il Gpl si posiziona tra lo 0,740 euro di Eni allo 0,756 di Shell.

 

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