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14 Aprile 2000

BENZINA, IL CODACONS ACQUISTA LE AZIONI DELL?ENI

    E SCATENA LA BATTAGLIA PER FAR USCIRE L?AGIP DALL?UNIONE PETROLIFERA. DIFFIDATO IL MINISTRO DEL TESORO SOCIO MAGGIORITARIO DEL GRUPPO

    L?associazione tenta una nuova clamorosa attenzione contro il cartello dei petrolieri, dopo aver segnalato all?azionista di maggioranza del polo ENI-AGIP l?opportunità di indire una riunione straordinaria del C.d.A. per far svolgere alla società petrolifera il ruolo di garante della concorrenza, il Codacons acquista
    Dal provvedimento dell?Antitrust si apprende che l?obiettivo dell?allineamento dei prezzi dei carburanti perseguito dalle società in esame, per tutto il periodo in cui risulta essersi protratta l?intesa, è stato realizzato attraverso due livelli di accordi. Da un lato, le società petrolifere hanno elaborato una ?posizione comune?, basata sui prezzi consigliati ai gestori, dall?altro le medesime hanno stretto degli accordi (contratti di colore) con le rispettive reti di distribuzione, affinché si impegnassero a praticare il prezzo oggetto d?intesa. Per convincere poi i gestori a praticare i ?prezzi consigliati?, le compagnie petrolifere hanno iniziato campagne promozionali di riduzione di detto prezzo. In particolare sono stati previsti degli sconti per i consumatori, subordinati alla coincidenza tra il ?prezzo
    Il Codacons ha diffidato il Ministero del Tesoro ed il Presidente del Consiglio D?Alema ad adottare, ai sensi dell?art. 3, comma 5, L. 281/98, tutte le misure idonee per indurre l?Agip-Petroli a porre fine ad eventuali intese con le diverse società petrolifere coinvolte nell?indagine dell?Autorità, e a ribassare immediatamente il prezzo delle benzine di almeno 200 lire al litro, o comunque secondo il rapporto di costi di gestione, inferiori alla media delle altre compagnie, con l?avvertenza che decorso inutilmente il termine di 15 di cui al medesimo articolo, si adiranno, ai sensi dello stesso articolo, le competenti autorità giudiziarie al fine di ottenere l?emanazione dei provvedimenti necessari a far cessare il comportamento lesivo di cui sopra. Si chiede allo stesso Ministero di voler, nella qualità di socio maggioritario dell?ENI, chiedere una convocazione straordinaria del c.d.a. dell?ENI con all?o.d.g la vicenda denunciata dall?Antitrust. Si chiede, nella qualità di azionista ENI, ai Sindaci della Società di attivare una immediata indagine interna per accertare se siano state violate le leggi a tutela della concorrenza adottando tutte le misure previste per sanzionare eventuali comportamenti scorretti.
    Il Codacons nel suo esposto riporta quanto relazionato dall?Autorità ?l?Unione Petrolifera dovrebbe cercare di portare avanti una posizione comune, come modus operandi. Il Pericolo è di scardinare il sistema dei prezzi consigliati?.
    La stessa società, rileva ancora l?Autorità, ha fatto parte del ?gruppo ristretto, composto dai rappresentanti di quattro società, con il compito di definire una linea comune delle società petrolifere in relazione alle modifiche della metodologia di calcolo dei ?margini dei gestori?, da presentare alle associazioni (dei gestori) durante la trattativa?;
    che la decisione degli amministratori dell?ENI di stringere l?intesa in questione, viola palesemente l?art.3, 1. 287/90, che vieta ?le intese tra imprese che abbiano per oggetto o per effetto di impedire, restringere o falsare in maniera consistente il gioco della concorrenza all?interno del mercato nazionale o in una sua parte rilevante??

    che l?intesa in questione, se vera, arreca un concreto pregiudizio al patrimonio della società e, di riflesso

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