14 Ottobre 2021

Benzina, i prezzi in Europa dall’Austria alla Francia. Perché in Italia costa di più

Roma, 14 ottobre 2021 – Benzina, quanti ci costi. In Italia soprattutto. Il nostro è uno dei Paesi europei con il prezzo più alto del carburante. A oggi, la modalità self viene venduta mediamente a 1,728 euro al litro, mentre il servito a 1,863 euro/litro, stando a quanto riportato da Quotidiano energia. I numeri del diesel, sempre aggiornati a questa mattina, sono 1,588 euro/litro (self) e 1,731 euro/litro (servito).

Le ragioni dell’aumento

Il carburante sta salendo in tutta Europa, ma basta consultare le tariffe oltre i confini per scoprire che sulla benzina, a esempio, il divario dei nostri vicini con l’Italia è piuttosto significativo. La questione non è nuova: il divario è figlio delle forti accise che gravano sul prezzo del carburante. Una tassazione che è più del 70% del prezzo finale.
Discorso a parte va fatto sugli aumenti del carburante in generale, con rincari diffusi in tutto il Vecchio Continente. A incidere, secondo il Codacons, è anche la ripresa economica del post lockdown che ha fatto aumentare la domanda di materie prime, petrolio compreso.
Sempre l’associazione dei consumatori sottolinea come il mancato accordo dei paesi dell’Opec (Organizzazione dei Paesi esportatori di petrolio) sull’aumento della produzione di greggio, avvenuto nel summit di Vienna lo scorso luglio, sia stato un altro fattore scatenante per l’aumento dei prezzi. La forte domanda di greggio ha provocato una brusca impennata sul mercato e a oggi il Brent è tornato a sfondare quota 80 dollari a barile. Il barile di greggio con consegna a novembre è scambiato a 81,11 dollari al barile, sui massimi raggiunti nei giorni scorsi con un aumento su ieri dello 0,83%. Il Brent con consegna a dicembre passa di mano a 83,91 dollari al barile con una crescita dello 0,88%.

Il confronto con gli altri Paesi

Fuori dall’Italia, a due passi da noi, i carburanti costano di meno. Basta sconfinare ed ecco che in Austria la benzina si trova a 1,383 euro/litro, mentre il diesel arriva a 1,20 euro/litro. In Slovenia, dove il costo della benzina si ferma a 1,325 e il diesel a 1.22 euro/litro. Oltre le Alpi, in Francia, non se la passano molto meglio di noi: la benzina è arrivata fino a 1,633 euro/litro. Parentesi per San Marino, dove per la benzina si pagano 1,588 euro/litro, poco più che in Svizzera, a 1,521 euro/litro.
E il Paese elvetico si distingue perché il prezzo del diesel è superiore rispetto a quello della benzina, al contrario che in Italia: si viaggia a 1.61 euro/litro, più caro che al di qua delle Alpi. Questo perché alcuni Stati hanno lanciato delle politiche per la riduzione di motori a gasolio, considerati più inquinanti. Presto anche in Austria il prezzo del diesel si avvicinerà a quello della benzina a causa dell’equiparazione delle accise: il rincaro è previsto per l’inizio del 2022.
La benzina più cara d’Europa è nei Paesi Bassi, dove è a 1,892 euro/litro. È seguita dalla Norvegia (1,886) e dall’Islanda (1,742). La Germania, invece, ha prezzi alti, ma più contenuti dell’Italia: la benzina è a 1,648 euro/litro.

Perché la differenza tra l’Italia e gli altri Paesi
“Il problema dell’aumento del prezzo dei carburanti non è solo un problema italiano, ma generalizzato”, commenta Bruno Bearzi, presidente nazionale della Federazione italiana gestori impianti stradali carburanti (Figisc). Ciò che incide maggiormente sul costo, spiega, “è la fiscalità sul prezzo, sul 70% del prezzo alla pompa”. A questo, si aggiunge “un ulteriore aggravio, l’Iva sull’accisa”. Alta in Italia, inferiore in alcuni Paesi europei.
“Negli altri Paesi l’accisa è più bassa e in Austria l’Iva è al 20%. La materia prima la comprano come la compriamo noi, il greggio incide relativamente poco sul prezzo. Se si tolgono il 70% del carico fiscale, il 15% di lavorazione del prodotto, più i margini industriali che l’industria petrolifera tiene per sé, è chiaro che si arriva chiaramente a coprire l’aumento, ma è quasi tutto fiscalità”. Altro fattore significativo dei costi elevati, sono “le politiche green adottate in alcuni Paesi europei”.
In Italia, il diesel è meno caro della benzina, contrariamente a quanto avviene in altri Paesi come la Svizzera. Anche qui, è la fiscalità a essere determinante. “Il diesel costa meno negli altri Paesi perché dipende da come incide il carico fiscale. In Italia, il prezzo del prodotto è inferiore, ma il carico fiscale è più alto”.
Per limitare i costi della benzina, Bearzi propone dei possibili interventi. “Un’azione concreta che si potrebbe fare è quella di eliminare l’Iva sull’accisa, quella parte di Iva che grava sull’altra tassa che compone il prezzo”.

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