1 Giugno 2012

Benzina, i petrolieri gelano Passera: “Anche noi in crisi”

Benzina, i petrolieri gelano Passera: “Anche noi in crisi”

Nonostante l’ emergenza terremoto le aziende petrolifere non possono farsi di carico di ulteriori oneri a causa delle precarie condizioni in cui versano. E’ questo, in sintesi, il messaggio che arriva dalle rappresentanze del settore all’ indomani dell’ appello a loro rivolto dal ministro per lo Sviluppo economico, Corrado Passera. Il titolare del dicastero di Via Veneto aveva chiesto all’ Unione Petrolifera di valutare l’ opportunità di ridurre il prezzo dei carburanti e contribuire a farsi carico dell’ aumento dell’ imposta di 2 centesimi necessaria a finanziare le misure antisisma. I rappresentanti di categoria hanno rimesso l’ invito nelle mani delle aziende per valutare «in totale autonomia e con la dovuta attenzione in considerazione dell’ eccezionalità». All’ appello dell’ esecutivo ha risposto ieri il presidente dell’ Up, Pasquale De Vita intrevistato dal Gr: «Purtroppo in questo momento sono in situazioni economiche disastrate», tuttavia «noi abbiamo trasmesso subito il messaggio del ministro dello Sviluppo economico, fiduciosi che le aziende qualcosa recepiscano». Anche i colossi dell’ oro nero, in sostanza, piangono miseria piegati da una crisi trasversale che nessuno esclude. «Io auspico che la situazione sia tale che consenta di fare qualcosa», sferza De Vita, assicurando comunque che «l’ appello del ministro Passera non sarà vagliato in maniera superficiale, ma sarà valutato con estrema attenzione dato questo momento». Comunque, conclude, «più di questo noi non potevamo fare». Ancora una volta a farne le spese rischiano di essere i cittadini piegati da una crisi con pochi precedenti e da un clima di austerity di pronto soccorso dei bilanci pubblici. E il tutto aggravato dalla spietata ferocia di madre natura. A perorare la causa dei cittadini è il Codacons che in una nota spiega come affermare che le compagnie petrolifere sono in condizioni economiche disastrate «é una follia» e soprattutto «é una tesi inaccettabile considerando l’ enorme business dei petrolieri e il fatto che la benzina è un bene di prima necessità di cui i cittadini non possono e non potranno mai fare a meno». Occorre tuttavia fare una distinzione di carattere tecnico, spiega l’ associazione che si batte al fianco dei consumatori: «Diverso invece il discorso delle aziende indipendenti di raffinazione, quelle cioè che non essendo integrate devono acquistare la materia prima a prezzi di mercato, e che appaiono strangolate dalle elevate quotazioni del Brent e dal calo dei consumi di carburante. Aziende per le quali è corretto parlare di condizioni economiche disastrate». Contro l’ abuso delle accise ieri si è schierata anche la leader della Cgil Susanna Camusso, mentre il ministro dell’ Ambiente Corrado Clini ha spiegato che il governo non aveva alternative per reperire le risorse necessarie ad affrontare l’ emergenza. Secondo le stime l’ aumento delle accise frutterà un gettito di almeno 500 milioni di euro. Ma il rischio è che si generi un effetto a valanga sull’ 88% della spesa delle famiglie italiane, secondo quanto emerge da uno studio di Coldiretti. L’ aumento dei prezzi delle benzina (+17,7%) e del gasolio (19,1%) evidenziato dai dati Istat sull’ inflazione a maggio, ha fatto svuotare del 2% il carrello della spesa, ovvero le famiglie italiane sono sempre più povere. 500 milioni di euro il gettito stimato Ma molti temono che il provvedimento possa generare un effetto a valanga sui risparmi delle famiglie, già duramente colpite dalla crisi LA CGIL ACCUSA Il segretario Camusso prende posizione contro «l’ abuso delle accise» IL GOVERNO Il ministro Clini: «Risorse indispensabili non c’ era alternativa»
francesco semprini

Previous Next
Close
Test Caption
Test Description goes like this
WordPress Lightbox