4 Aprile 2008

Benzina, i gestori sulla difensiva

Benzina, i gestori sulla difensiva
Con il servizio fai-da-te, si risparmia fino a 150 euro annui

In Italia c`è concorrenza sui prezzi dei carburanti tra i vari distributori e se si scelgono gli sconti, per esempio con il servizio fai-da-te, si può arrivare a risparmiare fino a 150 euro l`anno, su un consumo di mille litri. A fornire il quadro sulla situazione dei listini dei carburanti, e non solo, è il Libro bianco sulla concorrenza nella distribuzione, presentato ieri dal presidente di Figisc-Confcommercio (la Federazione dei gestori di impianti stradali di carburanti), Luca Squeri. Rapporto che, secondo i gestori, ha “smentito seccamente“ le accuse al sistema distributivo italiano mosse da Antitrust e consumatori, a cui viene addebitata la responsabilità dell`alto costo dei carburanti, a causa della scarsa o nulla concorrenza dei prezzi. “Presentiamo una fotografia analitica per dimostrare che al di là dei listini normali ci sono tanti prezzi e tante differenze. è vero“, ha spiegato Squeri, “che la rete italiana va modernizzata, ma non è vero che manca la concorrenza. La gente può scegliere se vuole il prezzo scontato o se vuole il servizio“. La ricerca, effettuata con Securfer, su 1.300 impianti in dieci città capoluogo, nella provincia di Padova e in Friuli-Venezia Giulia, il 19 febbraio scorso, ha rilevato che c`è una varietà di listini che trascende di gran lunga la varietà dei marchi petroliferi in competizione. In pratica “esiste mediamente un prezzo diverso ogni due impianti, un indice di elevata concorrenzialità sulla rete“. E non solo esistono prezzi diversi, ma che le differenze “sono spesso rimarchevoli“: la forbice tra la media dei prezzi praticati e quelli che si possono definire i prezzi minimi della piazza “può andare da un minimo di 3,7 fino a 15,0 eurocent al litro sulla stessa piazza“. Il che vuol dire, secondo i gestori, che il consumatore può scegliere prezzi che fanno abbassare il costo di un pieno “da 1,5 fino a 6,0 euro rispetto alla media (tradotto sulla base di un consumo di 1.000 litri/anno, tale valore va da un minimo di 37 a un massimo di 152 euro/anno)“. Inoltre, i gestori hanno precisato che non “è affatto ovvio che il prezzo minimo sia praticato da quelli che si possono definire gli outsider della rete. Mediamente nel 54% degli impianti con marchio delle majors il gestore applica un prezzo che è inferiore a quello consigliato dalla propria compagnia petrolifera“. Di conseguenza, il Libro bianco contraddice anche l`affermazione sui prezzi italiani che sarebbero più cari rispetto alla media dei principali paesi europei. “Confrontando il dato dei prezzi minimi italiani riscontrati nei campioni“, stando alla ricerca, “è il prezzo francese a risultare più alto di quello italiano di qualche eurocent“. Insomma il modello italiano di rete garantisce “la concorrenza dei prezzi, offrendo nel suo pluralismo, opportunità di scelte e significative convenienze al consumatore, del tutto all`altezza di altre realtà europee“. Sulla stessa linea l`intervento del presidente dell`Up, Pasquale De Vita: “Come Unione petrolifera stiamo osservando con attenzione e vediamo che i prezzi italiani sono allineati a quelli europei, non c`è differenza“, e quindi “la forbice non si è allargata“ tanto che in Italia “possiamo comprare la benzina allo stesso prezzo della media europea“. Secondo De Vita, però, gli aumenti “stanno giustificando aumenti che non c`entrano con i carburanti: qualcuno autorizza con gli aumenti dei prezzi dei carburanti, per esempio, gli aumenti dei prezzi delle zucchine, che hanno un aumento molto più alto di quanto incida effettivamente il prezzo del gasolio per il trasporto“. Che, ha proseguito, “è aumentato perché sul mercato internazionale costa di più, in quanto c`è stata una forte richiesta. Questo è un nuovo assetto di mercato“. De Vita ha poi stimato che per il 2008 “la bolletta petrolifera dovrebbe attestarsi tra i 30-32 miliardi di euro, rispetto ai 27,3 miliardi del 2007“. E i consumatori non si sono lasciati scappare l`occasione di lanciare un guanto di sfida: “Se davvero nella distribuzione dei carburanti la concorrenza esiste, allora i benzinai non avranno alcun problema a pubblicare per intero l`elenco dei distributori più convenienti“, ha detto il presidente del Codacons Carlo Rienzi. “Se vogliono dimostrare l`esistenza della concorrenza i benzinai devono pubblicizzare l`elenco dei distributori più economici suddiviso per regioni, così come abbiamo fatto noi con le pompe bianche, così da offrire un utile servizio agli automobilisti. Da parte nostra siamo pronti a istituire il premio “Benzinaio amico del consumatore” in favore di quei distributori che in ogni regione venderanno per sei mesi carburanti a un prezzo inferiore di almeno 10 centesimi al litro rispetto ai prezzi consigliati dalle compagnie. In presenza di questa grande concorrenza tra gestori pubblicizzata dalla Figisc“, ha concluso il presidente Codacons, “restano oscuri i motivi di tanta resistenza all`apertura della vendita presso la grande distribuzione“.

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