20 Marzo 2003

Benzina: i consumatori vogliono il bonus

Benzina: i consumatori vogliono il bonus



L`Intesa dei consumatori chiede al governo di dare subito l`ok a un bonus fiscale di 0,075 euro al litro e alla riduzione dell`Iva sul gas al 10%. Intanto, Esso taglia il prezzo della “verde“, ma il Brent schizza




MILANO ? I consumatori tornano alla carica e invocano a gran voce l?intervento del governo per calmierare il prezzo dei carburanti. L?Intesa dei consumatori, infatti, chiede a Palazzo Chigi d?intervenire d?urgenza, dando il via libera a una “defiscalizzazione con un bonus pari a 0,075 euro per litro e la riduzione dell`iva sul gas al 10%“. A giustificare la misura non sono solo i rialzi degli ultimi mesi, ma soprattutto la previsione che con lo scoppio della guerra siano in arrivo nuovi aumenti del prezzo del petrolio. Aumenti che inevitabilmente andranno a incidere pesantemente sui bilanci delle famiglie italiane. “Farà salire il costo della luce e del gas, riverberando i suoi effetti sull`inflazione e contribuirà a depauperare i redditi dei consumatori con un consistente incremento delle entrate fiscali“.

In attesa che il governo risponda ? il ministro Marzano settimane fa si era espresso favorevolmente sulla concessione del bonus fiscale, rimandando la palla a Tremonti -, le compagnie hanno iniziato a ritoccare i listini, tagliando il prezzo della ?verde? e aumentando quello del diesel. Così avevano annunciato ieri Erg e Q8, mentre oggi è Esso a tagliare sia la ?verde? (-0,010 euro al litro) sia il gasolio (-0,003 euro al litro).

Ma i listini rischiano a questo punto di essere ritoccati di giorno in giorno se non di ora in ora. Dopo il brusco calo di ieri, infatti, il prezzo del petrolio è tornato a crescere sul mercato di Londra sulla notizia dell`entrata delle forze armate Usa nella fascia smilitarizzata che separa le frontiere di Iraq e Kuwait (poi smentita) e sull?indiscrezione che l?Opec potrebbe riunirsi d?urgenza per deliberare un drastico taglio della produzione di greggio onde impedire un eventuale crollo dei prezzi che dovesse seguire la guerra all`Iraq. Il future maggio sul Brent è letteralmente schizzato, passando a 27,90 dollari (+2,38%) dai 27,60 della mattinata.

E l`Unoine Petrolifera avverte: “Se la guerra è di breve durata i prezzi potrebbero scendere. Saranno decisive le prime 48 ore del conflitto. L`andamento del brent per ora è legato a ogni minima notizia riguardante il conflitto“. Insomma alta voltatilità e grossi rischi di rincari.



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