29 Maggio 2004

Benzina e ortofrutta spingono il carovita

Benzina e ortofrutta spingono il carovita


L?Opec pronta a sospendere il tetto produttivo per fermare la corsa del greggio






ROMA – L?Istat conferma le anticipazioni delle città campione (con l?inflazione in maggio ferma per il quarto mese consecutivo al 2,3%), ma in attesa del dato definitivo del 15 giugno, lancia l?allarme sui rincari dei prezzi ortofrutticoli. Nonostante la tendenza alla stabilizzazione dei fenomeni inflattivi (a fronte di un incremento congiunturale dei prezzi dello 0,2%), nella voce «alimentari», convergono infatti luci ed ombre. Pur avendo contribuito al rallentamento della spinta inflazionistica (+3,1% tendenziale a fronte del +3,4% di aprile sullo stesso mese del 2003), il capitolo «frutta e ortaggi» ha registrato in realtà una fiammata dei prezzi pari al 6,3%. Una impennata preoccupante, alla quale si aggiunge il boom della benzina che, all`interno del comparto trasporti, ha fatto segnare un +2,7% rispetto ad aprile portando così la propria variazione tendenziale al +7,5%.
E sempre in tema di costi energetici, l?aumento del tasso di inflazione nella zona euro (che l?Eurostat stima al 2,5% contro il 2% di aprile), è dovuto principalmente all?aumento del petrolio. Secondo il Wsj , l?Opec potrebbe decidere al summit di Beirut del 3 giugno, di sospendere momentaneamente il tetto produttivo (23,5 milioni di barili) al fine di sgonfiare le quotazioni del greggio che a New York ha chiuso a 39,44 dollari al barile.
E mentre il ministro delle Attività Produttive, Marzano, si mostra ottimista sull?andamento dell?inflazione («La mia previsione è che diminuirà») a scendere in guerra contro l?Istat sono ancora una volta i consumatori. «La benzina – sottolinea il presidente dell`Adusbef Elio Lannutti – non è salita a maggio del 2,7% come l`Istat vorrebbe far credere, ma del 5,6%, come si può facilmente verificare dai dati ufficiali del ministero delle Attività produttive». L`associazione dei consumatori nota anche i rincari di frutta e verdura (+8,3% contro il 6,3% rilevato da Istat) e il balzo del 16% del comparto relativo ai medicinali (contro il 2% di Istat). L`Adusbef chiama in causa l?ultimo monitoraggio Ismea da cui emergono aumenti all`ingrosso del 61% per i cavolfiori, del 66,7% per i finocchi, del 35% per le melanzane. Il Codacons, ha presentato da parte sua un esposto alla Procura di Milano, e alla magistratura di altre dodici città campione. L?associazione «contesta fortemente il dato sull`inflazione diffuso dall`Istat che, nonostante aumenti della benzina che sfiorano il 13% e le inevitabili ricadute sui prezzi dei beni trasportati, sarebbe ferma a maggio al 2,3%».
Nella sua analisi, l?Istat registra tensioni congiunturali consistenti anche nei mobili, negli alberghi e ristoranti e nei trasporti (tutti e tre +0,5%). Rispetto ad aprile, variazioni significative si sono avute anche nelle voci abitazione, acqua, elettricità e servizi sanitari e spese per la salute (entrambi +0,3%). Comunicazioni e ricreazione, spettacoli e cultura sono, invece, gli unici due comparti che a livello congiunturale hanno mostrato variazioni negative (rispettivamente -0,5% e -0,2%). Bevande alcoliche e tabacchi hanno segnato in maggio l`incremento tendenziale più forte, registrando un +7,2%. Seguono a distanza i prodotti alimentari, i trasporti e gli alberghi e ristoranti (per tutti e tre +3,1%). L`unica variazione tendenziale negativa si è registrata nel capitolo delle comunicazioni: -7,2% con una punta del -24,8% per gli apparecchi telefonici. Più cari anche i servizi sanitari saliti dello 0,3% rispetto ad aprile 2004 e del 2% su maggio 2003. Alle stelle le analisi cliniche, che in un anno sono aumentate del 5,1%. Spiccano infine il +6,8% registrato dal trasporto urbano. In un anno i prezzi dell`acqua e dei servizi bancari hanno registrato incrementi del 6% e del 7,8%.

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