Benzina e gasolio: ecco dove si risparmia
-
fonte:
- Corriere della Sera
Benzina e gasolio: ecco dove si risparmia
«Oggi mettiamo 1,780 euro. Ma poi guardati intorno e fallo tu, il prezzo giusto». Ogni mattina il benzinaio Paolo, pompa in gestione da uno dei colossi petroliferi del Paese, riceve dalla casa madre «la telefonata». Appena riattacca, subito parte: «Vado a vedere che prezzi hanno messo i concorrenti più vicini e poi, in base a quello, decido il mio». La partita si gioca in pochi centesimi. Così il gestore, tenuto conto dell’ indicazione del «suo» marchio, quotidianamente stabilisce che sconto applicare là dove gli è consentito. Ne risulta, confermano le nostre rilevazioni, una città lottizzata per quartieri, con microcartelli che si creano spontaneamente. Prezzi più bassi in viale Fulvio Testi e vie limitrofe che portano al grande Auchan, per esempio; più alti a San Siro e in viale Monza. I consumatori più accorti riescono a risparmiare anche 0,10 euro al litro di benzina, che poi vuol dire cinque euro per un pieno da 50 litri. «E’ undici anni che faccio questo mestiere, ormai ho capito – conferma il tassista Mimmo Colangelo -. Bisogna studiarla costantemente, la situazione. Per fare il pieno in questi giorni aspetto di essere in zona Forze Armate; quando posso la faccio di notte; e sempre in self service». Un’ arena ingessata A Milano più del 90% degli impianti è legato a un marchio solo, con vincolo di rifornimento in esclusiva. Ma è il 10% che resta, che garantisce il risparmio. «Le pompe bianche, quelle dei gestori indipendenti no logo o con insegna del centro commerciale che li ospita, costano fino al 10% in meno, mentre il self service fa risparmiare dal 2,5 al 5%» dice Marco Bulfon, esperto di Altroconsumo. Sessante per cento di tasse Piccoli sconti per alleviare il peso di un caro benzina che morde qui in Italia, dove il carburante costa 3-4 centesimi in più rispetto alla media europea. Ma se la benzina costa di più, dicono gli esperti, solo in parte deriva dalle quotazioni del greggio. «Sul prezzo finale il petrolio incide per un marginale 31% – spiega infatti Luca Squeri, presidente della Figisc che associa i gestori di impianti aderenti a Confcommercio -. Il 9% sono i ricarichi della distribuzione mentre il vero onere (60%) sono le tasse». Federconsumatori, dal canto suo, addebita il caro benzina alle barriere all’ entrata: «Obbligo di avere metano e gpl, econorme difficili da rispettare, orari stretti e condizioni stringenti sulla vendita dei prodotti non oil: che senso ha avere vincoli così?». Anche per i consumatori il problema sta tutto nelle liberalizzazioni. «O la grande distribuzione con le pompe di benzina entra dentro Milano, o noi continuiamo a essere costretti ad andare nell’ hinterland a fare il pieno», sintetizza Tommaso di Buono, presidente Adiconsum. E non ha tutti i torti, se è vero che la Gdo in Italia ha solo il 2-3% delle pompe, contro il 50% in Francia e il 25-30% di Germania. «Bisogna svincolare i gestori dal rapporto d’ esclusiva che li lega alle singole compagnie petrolifere» dice ancora Bulfon. E Gianmario Mocera, Federconsumatori: «Per abbattere i costi bisogna creare una rete di impianti multibrand: la distribuzione deve poter scegliere più fornitori». Ma Squeri ribatte: «Perché mai una compagnia dovrebbe costruire un impianto per far vendere prodotti altrui? Il mercato, semmai, andrebbe razionalizzato. Per esempio estendendo le possibilità di vendita del gestore: all’ estero il 70-80% del fatturato è garantito dai prodotti “non oil”». Internet per amico Quando si va in giro in macchina spesso ci si ferma dal primo distributore aperto. «Bisogna invece avere lo spirito di premiare chi ci offre il prezzo migliore, perché le cose cambino» raccomanda Marco Donzelli presidente del Codacons. Utili al confronto sono siti come prezzobenzina.it, pompebianche.it pienorisparmio.it; ma poi bisogna anche fare attenzione perché «spesso il prezzo non è ben esposto fuori dalla carreggiata o non corrisponde a quello della colonnina». Infine, qualche consiglio di buon senso: «A 30 km/ora costanti si consuma meno, come pure con le gomme gonfiate e l’ olio cambiato ogni 20-30 mila km (i consumi diminuiscono fino al 3%)». Infine, spesso le donne se lo dimenticano, «bisogna mettere le marce alte: l’ inserimento del rapporto superiore consente di risparmiare il 10% del carburante». Elisabetta Andreis [email protected] RIPRODUZIONE RISERVATA.
-
Sezioni:
- Rassegna Stampa
-
Aree Tematiche:
- ECONOMIA & FINANZA
- TRASPORTI
-
Tags: Benzina, carburanti, gasolio, marzo donzelli, pompe bianche, Prezzi
