7 Aprile 2010

Benzina e gasolio, ancora aumenti

ROMA. La pausa del prezzo dei carburanti è finita insieme al ponte pasquale. Il caro benzina torna a colpire i consumatori e le associazioni di categoria parlano di «stangata» e «sovrattassa da 19 milioni di euro» per gli automobilisti. Rialzo di 1,5 centesimi per Q8 che porta il costo della verde a 1,425 euro e quello del gasolio a 1,259 euro, con un aumento di 2 centesimi. Ritocco anche per Erg che aggiunge 1 centesimo ad entrambi i petroli, portati rispettivamente a 1,418 e 1,244 euro. Shell corregge con un +0,2 centesimi il prezzo della benzina, ora a 1,424 euro al litro, e con +0,5 centesimi quello del gasolio, arrivato a 1,254 euro. Resta stabile il listino dell’ Agip. Avvelenate le associazioni dei consumatori, a partire dal Codacons presieduto da Carlo Rienzi che lamentando la mancanza di provvedimenti da parte del governo, spiega: «Con questi aumenti le compagnie petrolifere daranno una stangata ulteriore ai poveri automobilisti tartassati determinando, per il solo rientro dalle vacanze di Pasqua, una sovrattassa aggiuntiva pari a 19 milioni di euro». Federconsumatori e Adusbef chiedono al governo di sterilizzare l’ effetto dell’ aumento dei prezzi introducendo l’ accisa mobile, visto che i rincari dei carburanti hanno portato nelle casse dell’ erario 80 milioni di euro in più di maggiori tasse. Per l’ Adoc, la soluzione è nella riduzione delle accise sui carburanti: «Occorre abolire le accise introdotte per eventi eccezionali dal 1935 al 2004, e poi rese permanenti, per un taglio di 30 centesimi di euro sul prezzo al consumo di un litro di benzina – afferma il presidente dell’ associazione, Carlo Pileri – molte delle accise furono introdotte in seguito a eventi eccezionali e temporanei, come la guerra di Abissinia del 1935, il terremoto del Belice del 1968 o quello dell’ Irpinia dell’ 80. Nonostante il cessare della situazione straordinaria, le tasse non sono state abolite. Con il risultato che oggi siamo costretti a pagare un balzello di 0,30 euro, Iva compresa, per situazioni che hanno avuto la loro fine anche 70 anni fa. Solo queste accise incidono sul costo finale della benzina per il 21%. Tagliandole si otterrebbe un risparmio di circa 360 euro l’ anno per automobilista». Ma l’ Unione petrolifera sottolinea la «correttezza di comportamento delle compagnie» e nega «qualsiasi collegamento o ipotesi di variazioni legate alle festività pasquali». La Federazione autonoma dei benzinai, Faib Confesercenti, sostiene che il costo dei carburanti è fermo da due settimane, mentre la voce dei gestori si fa sentire con la Figisc-Confcommercio che parla di aumento della benzina di 7 millesimi in più rispetto alle dinamiche internazionali. In attesa delle soluzioni promesse dal governo, il sottosegretario allo Sviluppo economico, Stefano Saglia, annuncia «per la primavera» un provvedimento che rivoluzioni la rete (aumento dei self-service e dei prodotti non-oil, prezzi settimanali, riduzione degli impianti con «incentivi» dello Stato) e intervenga sulla differenza tra il prezzo industriale medio dei carburanti in Italia e quello medio europeo.

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